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Un pomeriggio sul gommone
Fantastica avventura lungo l'Oglio
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In gommone verso l'Oglio di Giusi Morbini
Monticelli d'Oglio (Brescia) - L’associazione “I fiori prendono il volo” in collaborazione con Valerio Gardoni, giornalista di Popolis (e non solo) nonché guida fluviale, ha organizzato nei giorni scorsi alcune discese del fiume Oglio in gommone.

Due gli itinerari : il primo dalla località Bompensiero (Villachiara) fino al ponte di Acqualunga e il secondo da Acqualunga a Monticelli d’Oglio. Attendo il gommone sulla spiaggia presso il ponte di Acqualunga e osservo i bambini giocare in acqua, la gente che prende il sole come al mare, i pescatori e il fiume che scorre tranquillo allargandosi un po’.

Ecco improvvisamente apparire il gommone giallo con il suo equipaggio in arancione (i giubbotti di salvataggio) e il traghettatore di queste “anime agitate“ è il mio amico Valerio che il fiume, questo fiume, lo conosce come le sue tasche, conosce il profumo delle robinie, il nido del picchio, il canto del fringuello e il volo del martin pescatore.

In gommone sull'OglioConosce la forza delle sue acque e il suo respiro calmo. Gli altri, semplicemente, si fidano e recuperano un altro punto di vista a suon di pagaia. La partenza è avvenuta a Bompensiero a Villachiara. Per un dislivello di circa dieci metri (da 60 a 50 sul livello del mare) l'acqua è costretta a correre facendo sentire la sua rumorosa presenza. In compenso, col suo perenne fluire, l'Oglio ha creato in questo tratto uno scenario ambientale tra i più suggestivi.

I racconti avventurosi di Valerio si snodano tra pioppi, salici, ontani, robinie, noccioli, si inciampano tra biancospini, cespugli di profumata rosa canina, rovi, aglio selvatico e pungitopo. E’ qui che l’airone cenerino costruisce i suoi grandi nidi, in alto sui pioppi e vive in comunità.

Cosa spinge della gente normale, impiegati, insegnanti, operatori nel sociale, professionisti, ad affrontare una simile “avventura”, naturalmente assolutamente non rischiosa visto che è adatta anche ai bambini ? Per qualcuno è solo un modo per passare una domenica che morirebbe altrimenti nella noia, per altri è cercare delle nuove emozioni in mezzo alla natura oppure far fare ai figli una cosa ben diversa che finire in un centro commerciale, a godersi la frescura dell’aria condizionata.

Tutto l’equipaggio è entusiasta alla fine del viaggio. Ha goduto del silenzio del fiume interrotto solo dal canto degli uccelli e dal rumore delle pagaie, ha ascoltato i comandi del traghettatore e le sue avventure . Cede il posto ad un nuovo gruppo di donne uomini e bambini … la meta è Monticelli.

In gommone sull'OglioDall’argine o sui ponti qualcuno osserva curioso. Valerio continua il suo narrare. Il respiro del fiume si fa largo e la corsa verso il Po lenta. Qualche germano reale ha scelto questo tratto per fare il nido. Una nutria attraversa il fiume. La guida spiega che qui ce ne sono poche perché la volpe rossa che vive da queste parti la caccia e se ne ciba. Anche la faina , il tasso, il ghiro vivono sulle sponde del fiume e nel bosco di pioppi e salici . Il gracchiare di una cornacchia stona con il canto dolce degli altri uccelli .

Nei campi limitrofi i fagiani fanno il loro nido e il picchio verde trova casa tra gli alberi, quelli più vecchi e malandati che non soffriranno troppo per il suo ostinato incidere. La notte, il gufo apre le ali alla ricerca di topi e altre piccole vittime e anche la poiana, di giorno, si abbassa volando in cerchio per cercare nutrimento in questo tratto di fiume generoso con tutti. Non è raro incontrare le bisce d’acqua che vagano alla ricerca di rane, rospi, raganelle. Il verde ramarro si mimetizza con il verde intenso dell’argine.

In gommone sull'OglioPagaiare non impedisce di osservare ed ascoltare. Valerio racconta di quando bambino e ragazzo passava i pomeriggi sul fiume, con un amico in canoa. Tutto ciò che vedeva, sentiva , odorava finiva nei suoi temi e la maestra , incredula, leggeva queste esperienze credendo che fossero frutto di fantasia.

Alla fine del viaggio, per tutti è sicuramente aver goduto di un paesaggio, ancora straordinario per la vegetazione, con occhi diversi , aver usato un poco della propria forza per dargli movimento, per vederlo scorrere come si vorrebbe in certi momenti veder scorrere la nostra vita … osservando le cose più belle e sorvolando veloci su quelle banali e un poco spelacchiate.

I fiori prendono il volo proporranno altre discese per chi, incuriosito, voglia cambiare punto di vista per un paio d’ore.

Foto di Alessandra Capelloni


Data di pubblicazione: 05/07/2011 - ore 10:20

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