Guarda il filmato di presentazione di Popolis ! Leggi i valori che hanno ispirato la comunità di Popolis! Torna in home page
Domenica 31 Agosto 2014 - ore  
12:14
 
SERVIZI NOPROFIT TERRITORIO SCUOLA TEMPOLIBERO ECONOMIA MONDO
Ultimo aggiornamento: oggi alle ore 11:05
Buon pomeriggio
Cultura & Società
Dalla Bassa
Incontri
A Brescia
A Cremona
A Parma
A Reggio Emilia
A Mantova
A Verona
Sei in Home Page > Territorio 
Territorio
La cattedrale del ferro
Itinerario al Museo del forno in Val Trompia
Stampa il testo dell'articolo ! Versione stampabile Inviaci la tua opinione in merito all'articolo pubblicato ! La tua opinione
Invia l'articolo ad un tuo amico ! Invia ad un amico
Photogallery Photogallery
Condividi con:
Di Valerio Gardoni

Tavernole, Val Trompia. Due ragioni per risalire da Brescia la Val Trompia
per una manciata di chilometri sino all’abitato di Tavernole, oltre che ammirane i monti, visitare il forno fusorio al Museo del Forno e la mostra di opere pittoriche dell’800 e del ‘900 “Valtrompia: il mito della montagna”.

Il forno fusorio è lì, oltre le rapide del Fiume Mella che tagliano a metà la valle, dal XV° secolo, il suo imponente edificio di pietra locale è una cattedrale del lavoro del ferro che da solo racconta la storia della valle. Fascino di maestria raccolta nella mani di uomini che dedicarono la vita al ferro e al fuoco con un ingegno che stuzzicò la curiosità di Leonardo da Vinci. In Valle Trompia Leonardo da Vinci compie due viaggi, uno verso la fine del Quattrocento e l’altro nei primissimi anni del Cinquecento, con l’evidente intento di conoscere processi di produzione e possibili innovazioni praticati dai maestri del ferro. Le precise annotazioni leonardesche segnano, tra i luoghi visitati in valle, anche l’abitato di Tavernole.

Il forno fusorio è testimone della storia della siderurgia a carbone di legna
in un contesto tra i meglio conservati d’Europa, dove il minerale di ferro veniva trasformato in ghisa. Al museo si rivive il fascino dell'acqua, del metallo e del fuoco, e la storia di un luogo: la Valle Trompia, depositario di sapere e artefice di eccellenti produzioni.

Fondere il materiale ferroso nel forno a carbone di legna era una maestria di pochi uomini, si legge in un trattato dell’800: “Otto uomini sono addetti al servigio del forno. Un Maestro, un Sotto-maestro, o Discente, il Discentino, un Pesta-loppe, due Braschini, e due Ministratori del carbone”. Al Maestro, cui fanno capo tutti i lavoranti, spetta: la sopraveglianza generale su tutto quello che risguarda la fusione, ed a lui spetta principalmente il regime del vento. La delicatezza delle operazioni di caricamento del forno e di fusione del minerale, e la cura e le attenzioni che esse richiedono, pretendono un’attenzione continua e regole di comportamento estremamente rigide. Gli avanzamenti di posto si succedono con quella disciplina medesima, che osservasi nella milizia”.

Dopo secoli il forno cessò l’attività ai primi del ‘900,
per alcuni anni fu usato come segheria e poi abbandonato. Acquisito dal comune di Tavernole e restaurato è ora sede museale gestito dall’associazione Amici del Forno. Gli spazi del Museo Il Forno con i pieni delle murature in pietra ed i vuoti inaspettati sono i veri protagonisti dell’allestimento.

Il luogo parla di sé ed è il vero protagonista della narrazione. I pannelli, presenza importante ma discreta nell’itinerario museale, accolgono il visitatore raccontando la storia del secolare forno ma anche, più in generale, la storia dei processi produttivi connessi all’attività fusoria. Diversi supporti audiovisivi permettono di immergersi in quella che fu la vita del forno.

Sino al 31 luglio gli spazi museali ospitano la mostra di pittori
tr’800 ei’900 “Valtrompia: il mito della montagna”, un viaggio nella pittura curata da Maurizio Bernardelli Curuz, parla di montagna nella valle ai piedi del Golem, il monte Guglielmo con la sua tonda forma da micro-olimpo, sacrale sin dai tempi delle legioni romane.

Secondo il curatore della mostra i dipinti sono un viaggio nella civiltà positivista
che cerca nella natura il rimedio alle moderne nevrosi. Un’utopia regressiva dei pittori che portarono in città attraverso i dipinti un angolo di natura perduta, un monumento di arborea consolazione, il ritmo sonoro di un ruscello.

Data di pubblicazione: 26/08/2012 - ore 02:00

Commenta su Facebook:

In pratica

Museo del Forno e mostra di pittura

dove:
via del Forno Fusorio, 1
Tavernole sul Mella (Brescia)

quando:
martedì -venerdì ore 19.00-21.00
sabato e domenica , 15.00-20.00

Info
tel. 030.8337490

Photo gallery
© Copyright 2006 - Popolis.it