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Dodici grammi di agilità
Lo scricciolo, il più piccolo pennuto della pianura invernale
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Di Valerio Gardoni

Bassa Bresciana. 12 grammi, tanto pesa lo scricciolo
, il più piccolo pennuto frequentatore invernale di ripe e siepi del fiume e dei fossati della pianura. Anzi forse visto il clima rigido di questi giorni e la scarsità di cibo sarà dimagrito a 11 grammi, ma sono 11 grammi di energia pura.

Grande come una pallina da ping pong con la coda,
veloce come una pallina da ping pong, schizza a tutta birra da un ramo all’atro, saltella, svolazza in piccole danze acrobatiche nell’aria gelida. Dotato di una grandissima curiosità, lo scricciolo spesso si intrufola nei posti più disperati, passa da un cespuglio all’altro e perlustra tutto ciò che lo incuriosisce e che richiama la sua attenzione.

Freddo e galaverna non rallentano ne indolenziscono la sua energia
, non sta mai fermo e sta mettendo a dura prova la mia abilità fotografica. Nonostante macchina veloce e teleobbiettivo ho collezionato una serie di fotografie di rami vuoti, foglie avvizzite e terriccio gelato, ma di scricciolo nulla. Nella frazione di secondi che metto a fuoco e scatto, lui, veloce come un lampo, è già schizzato da qualche altra parte. Ma non desisto…

Ci sono tanti piccoli abitanti d’inverno che passano inosservati
o catalogati da occhio profano come passeri e che invece sono piccoli gioielli come il minuscolo scricciolo che svolazza da un ramo all’altro. Impossibile scambiarlo per un comune passero: è troppo piccolo e simpatico.

Lo scricciolo è il più piccolo: lungo 8/10 cm per 12 grammi di peso medio
, è molto comune in Italia. Si distingue per i suoi caratteristici movimenti vivaci e veloci, si muove saltellando sul terreno oppure volando da un cespuglio ad un altro; un'altra sua caratteristica è la coda corta quasi sempre rivolta all'insù. Lo scricciolo è diffuso in quasi tutta l’Europa ed è possibile trovarlo anche nei paesi più freddi come la Russia e la Scandinavia.

Il suo habitat naturale è molto vario trova casa, anzi nido, nei boschi
di montagna, pianura, frutteti, giardini e parchi, purché vi sia una densa vegetazione arborea. Non disdegna nemmeno i giardini urbani e la presenza umana non lo intimorisce in modo particolare e non è raro trovare siti di nidificazione in luoghi abitati o frequentati dall’uomo.

E’ un uccello molto vivace e dinamico
e predilige posarsi spesso a terra, dove si muove con grande agilità e velocità, tanto da assomigliare ad un piccolo mammifero. Il canto di questo uccello è molto vivace e forte, uno specie di squittio continuo, tanto è vero che è quasi impensabile che un uccello così piccolo riesca ad emettere dei suoni che possono essere uditi anche a molta distanza.

Si nutre di piccoli insetti, ivi comprese le coccinelle che abbondano negli ultimi tempi. Quando le temperature si fanno rigide e gli insetti scarseggiano non disdegna bacche, in questo periodo, mentre cerco invano di fotografarlo, razzola per terra mangiano gli acini della vite canadese del giardino.

In pianura ci viene d’inverno
, fatto salvo per alcuni rari luoghi ospitali e umidi, in estate se ne va sui monti tra boschi e cespugli. Piccolissimo vola per centinaia di chilometri per trovare il luogo ideale dove accoppiarsi, frequenta persino le alte quote oltre i 2.000 metri di altitudine.

Ha un carattere vivace come i suoi appetiti sessuali!
Il maschio è poligamo e possiede un territorio personale in cui costruisce un notevole numero di nidi, alcuni dei quali utilizza anche come dormitorio per la notte, che mostra a tutte le femmine che entrano nel suo territorio attirando la loro attenzione entrando ed uscendo dal nido, iniziando a cantare e assumendo un comportamento frenetico che lo porta a muovere velocemente la coda.

Se la femmina accetta le attenzioni del maschio e il nido costruito è di suo gradimento, allora avviene l’accoppiamento. La femmina depone tra le 5-8 uova, molto grosse di colore bianco con puntini rossastri, che cova da sola per circa 15 giorni, poiché il maschio subito dopo la deposizione abbandona la femmina per cercare una nuova compagna. Ma anche se si sente un leone e si comporta da “sciupa femmine”, la più forte è lei, depone le uova che tutte insieme pesano più dei suoi 12 grammi!

Una leggenda celtica incorona il piccolo scricciolo come il “re degli uccelli”
. Si narra che un giorno tutti gli uccelli imbandirono una gara per vedere chi tra di loro riusciva a volare più in alto e il vincitore sarebbe stato dichiarato il re degli uccelli. Lo scricciolo inizio a volare in alto, ma ben presto venne raggiunto e superato dall’aquila allora il piccolo trogloditide salì sul dorso del maestoso uccello e si fece trasportare ancora più in alto fino a spiccare di nuovo il volo e quindi vincere la gara.
Data di pubblicazione: 16/02/2012 - ore 10:35

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