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I morti delle tre bocche
Appena fuori Crema vennero sepolte le vittime di una epidemia di fine Medioevo
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La cappella dei Morti delle Tre Bocche

di Paolo Zanoni – fotografie di Luciano Zanoni
Un tempo, quando ancora non circolavano le macchine, i carrettieri che lentamente transitavano coi loro cavalli sullo stradone Crema-Lodi, trovandosi di fronte al sacello campestre dei Morti delle Tre Bocche, con le sue lapidi ammonitrici, togliendosi il cappello come gesto di rispetto, avevano agio di fare un segno di croce, o di recitare un Requiem.

Semplici azioni dettate dalla pietà, al cospetto della morte e delle anime trapassate. Cose impossibili nell’odierno via vai di veicoli che sfrecciano rumorosi nei due sensi di marcia sul rettilineo nastro d’asfalto. Ci si ferma a rischio della propria incolumità per dare un’occhiata a questo singolare tempietto a pianta ellittica dedicato ai morti.

il cortile interno della cappella dei Morti delle Tre BoccheE la curiosità è subito ripagata perché qui hanno trovato riposo comune i resti di persone vissute in epoche diverse e dai diversi destini. Una lunga iscrizione dipinta sopra l’ingresso ne riassume il contenuto: SECOLO XV SEPOLCRO. SECOLO XVI LAZZARETTO E CIMITERO PER I MORTI DELLA PESTE. 16-8-1705 TOMBA PER LE SALME DEI SOLDATI TRAVOLTI DALLE ACQUE E QUIVI RACCOLTE. GUERRE 1915/18 E 1940/45 PIETOSO RICORDO DI DOVEROSA GRATITUDINE VERSO I GLORIOSI CADUTI.

A quanto pare di capire, in origine in questo luogo poco fuori Crema, vennero sepolte le vittime di una epidemia di fine Medioevo. La lontananza dai centri abitati vi fece sorgere nel Cinquecento un lazzaretto per isolarvi le persone colpite dalla peste, funesto contagio presentatosi ripetutamente in quel secolo, e per dare subitanea sepolture a coloro che vi soccombevano.

l'insegna che ricorda il macabro ritrovamentoUna iscrizione tuttora leggibile sotto l’ambulacro porticato, conferma che qui vennero concentrate le ossa messe a nudo dalle acque limacciose che avevano eroso le sponde del limitrofo canale: TRAVOLTI FIN QUI DALLE ACQUE DELLA VICINA ROGGIA, RACCOLTI DA MANI PIETOSE, FURONO SEPOLTI IN QUESTO CIMITERO DETTO MORTI DELLE TRE BOCCHE.

Più problematica risulta la presenza delle spoglie mortali di soldati austriaci periti nella battaglia di Cassano del 1705, come ricorda una seconda iscrizione: QUESTE OSSA RINVENUTE DURANTE GLI SCAVI ESEGUITI NELL’ANNO 1961 APPARTENGONO A SOLDATI AUSTRIACI CADUTI NELLA BATTAGLIA DI CASSANO D’ADDA IL 16-8-1705.

Una vista interna della cappellaQuesto sanguinoso fatto d’arme, da iscriversi nella Guerra di Successione spagnola, vide protagoniste le truppe francesi comandate dal Duca di Vendome e quelle austriache agli ordini del Principe Eugenio di Savoia. I due eserciti si scontrarono per quattro ore nel pomeriggio del 16 agosto 1705 lasciando sul terreno non meno di 4.000 morti e almeno 6.000 feriti, risultando tra le più cruente di quel lungo conflitto.

Il pensiero della morte e quindi della fragilità della vita, si insinua subito nella mente non appena, varcato il cancello in ferro battuto, si inizia a percorrere il portico ellittico. Esso si materializza sulle pareti dove si ripetono le figure di scheletri a guisa di una danza macabra. Le sinuose linee barocche del piccolo complesso ingentiliscono solo in parte la meditazione assorta che la vista di questi disegni suscita nell’animo. Per alcuni minuti, dimentichi del rumore del traffico, si rimane immersi in una atmosfera di pace surreale. Usciamo da questo luogo ove si concentrano storia e pietà.

Unaffresco raffigrante uno scheletro che impugna una falceSulle pareti esterne, a fianco dell’ingresso, altre due lapidi si rivolgono direttamente ai passanti: TANTO PIU’ MERITORIA SARA’ LA VOSTRA PREGHIERA PER NOI PERCHE’ VI SIAMO SCONOSCIUTI, TANTO PIU’ SARA’ GRADITA A DIO PERCHE’ SIAMO ABBANDONATI. IL FUOCO CI TOLSE, CI TRAVOLSE L’ACQUA, SCHIUDETECI O PIETOSI L’ETERNO REFRIGERIO.

Un ultimo pensiero prima di ripartire per mete più mondane. Forse gli uomini d’oggi, orgogliosi delle proprie conquiste, hanno troppo presto dimenticato il fine ultimo della loro vita.

Data di pubblicazione: 02/11/2011 - ore 02:01

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