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Lettere a Popolis
Berlino, la violenza dietro d'angolo
In aumento i gruppi neo nazisti
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Berlino

da Berlino, Marta Fontolan
Archiviati con il terzo posto per i tedeschi e la nostra vittoria i Mondiali di calcio 2006, la Germania si risveglia e torna a fare i conti con la violenza di gruppi neo nazisti. Nella consapevolezza che la questione non è rimasta sepolta neppure in questi giorni di festa mondiale.

Il mio ragazzo vive in una zona di Berlino Est nota per essere abitata da gruppi di Neonazi, la Greifswalderstrasse. Durante la partita Argentina-Germania sono rimasta a lavorare a casa, e di tanto in tanto uscivo a godermi il sole, sul suo balcone con splendida vista sulla Torre della Televisione. Proprio a fianco del portone di casa c’è un bar tipicamente tedesco, rocca dei Neonazi. Abbiamo già avuto qualche problema in passato, perché non vogliono stranieri nel loro bar, neanche per bere una birra velocemente o comperare le sigarette.

Quando la Germania ha segnato un gol contro l’Argentina, la felicità è esplosa anche in questo bar : in molti hanno lanciato per la strada e sulla gente fuochi d’artificio e petardi, hanno poi avvolto l’unico bambino presente con una bandiera tedesca e quale coronazione finale delle loro violenti performance hanno cantato “heil Hitler, Heil Deutschland” con il braccio destro sospeso in aria, il saluto nazista. Pensavo di fare un infarto, dato che queste scene, nonostante viva in Germania da due anni, le avevo viste solamente in televisione o al cinema.

La mia paura e la mia indignazione mi hanno spinto a voler chiamare la polizia, ma la mia amica tedesca ha detto che preferiva aspettare la fine della partita: era intimorita dall’idea di chiamare soccorso, le sembrava un’esagerazione. Il giorno dopo ho scoperto che è vietato fare il saluto nazista in luoghi pubblici e che sarebbe stato mio dovere di cittadina chiamare immediatamente la polizia.

Lo stesso giorno, Roman, un amico svizzero, mi ha raccontato di un’animata discussione in cui era stato coinvolto con dei neonazi. Nella metropolitana un gruppetto di neonazi avevano iniziato a insultare e imprecare contro un uomo di origine africana, per il gusto di provocare. Roman si era intromesso chiedendo prima cortesemente, e poi con più decisione, che la smettessero. Per fortuna il gruppo era così ubriaco che ha tirato la maniglia del freno di emergenza per uscire dalla metropolitana e vomitare l’anima, risparmiando Roman.

Il dibattito sulla nuova ondata di violenza e di xenofobia in Germania è definitivamente scoppiato qualche mese prima dei Mondiali in seguito a due casi di aggressione. A Potsdam, una cittadina vicino Berlino dove risiedeva l’aristocrazia tedesca, in aprile è stato aggredito un tedesco di origine etiope da un gruppo di neonazisti, e un mese dopo un politico turco di sinistra è stato aggredito, riportando gravi lesioni, a Lichtenberg, un quartiere del remoto Far-Est berlinese.

Proprio quando la Germania aveva affermato di essere pronta e felice di ricevere e ospitare migliaia di stranieri in occasione dei Mondiali di Calcio 2006, il diplomatico tedesco Uwe Heye aveva pubblicamente avvertito dell’aumento dei casi di aggressione e violenza nel Brandeburgo, la regione di Berlino.

Contemporaneamente l’ambasciata africana in Germania ha pubblicato una lista delle zone a rischio per la gente di pelle scura nelle città tedesche che ospitavano le partite di calcio.

E proprio il 9 giugno un’associazione per i diritti umani ha pubblicato un avviso di tre pagine rivolto agli stranieri, e alle precauzione a cui è meglio attenersi. Si è quindi iniziato a discutere sulle No-go-areas tedesche. Da parte sua l’NPD, il partito nazionalista tedesco, si è affrettato ad annunciare alla stampa mondiale che avrebbe garantito un periodo di pace e cordialità verso tutti gli ospiti stranieri. L’NPD ha infatti sottolineato il fatto che tutti gli stranieri in Germania sono ospiti, alludendo al fatto che la Germania è dei tedeschi e che gli ospiti, una volta finiti i Mondiali se ne torneranno a casa.

A Berlino, il Marzahn è il distretto con maggior numero di nazi, dove il disagio è sempre più forte. E se nella Germania un tempo dell’est, l’antisemitismo era minore, oggi è aumentato diventando pari all’ Ovest. Molti politici tedeschi, businessmen e showmen hanno a lungo discusso e celebrato su come gli stranieri sarebbero stati accolti nella germania dei mondiali, affermando che avrebbero sicuramente trovato un caldo e ospitale benvenuto.

Tuttavia gli attacchi contro gli stranieri da parte degli estremisti di destra ci sono stati. E uscendo dal centro abitato dai turisti e dagli stranieri e percorrendo con il tram la parte più orientale della città è possibile vedere sventolare nell’aria bandiere del NPD, il partito nazionalista tedesco, radicale di destra, antisemita, antimulticulturale, anti omosessuali.

Quindi se sei a Berlino e hai un aspetto omosessuale, africano o asiatico, o sei sei stato in crociera ai carabi e hai preso troppo sole, puoi arrischiarti nelle no-goaereas di Berlino, ma solo a tuo rischio e pericolo. Nelle zone come Lichtenberg, Hohenschonhausen e Koepenick l’atmosfera non è particolarmente ospitale e amichevole. Un consiglio: quando si fa scuro meglio girare alla larga.

Data di pubblicazione: 11/07/2006 - ore 11:01

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