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di Valeria Gasperi
Reggio Emilia - Un percorso triennale per far conoscere il metodo del Teatro dell'Oppresso come lavoro coi gruppi e sul territorio: la proposta della Cooperativa Sociale Giolli - Centro permanente di ricerca e sperimentazione teatrale sui metodi Boal e Freire è caratterizzata da innovazione (è stato aggiunto un anno al programma tradizionale) e dall'essere, ad oggi, una sorta di summa del know-how finora maturato nello specifico ambito di ricerca del Centro.
Durante il primo anno si lavorerà sulla dialettica oppressione liberazione, iniziando dal primo stage di creazione del gruppo e proseguendo a esplorare le oppressioni che man mano emergeranno nelle 4 aree: le corporee, le micro sociali, le interiorizzate, le politiche. Questo lavoro verrà portato avanti anche attraverso letture e riflessioni dei punti di riferimento teorici della materia: Freire, Gandhi e Boal. Si prevede anche uno spettacolo pubblico.
Il secondo anno vedrà un lavoro interno di conduzione di singole tecniche e piccoli percorsi con rimandi ai corsisti e orientamento rispetto all’uso che ne vorrebbero fare (nel territorio, nella professione, come spettacolo…). Sarà centrato quindi sulla simulazione della conduzione delle varie tecniche apprese nel primo anno, compiute dai partecipanti stessi. Ci sarà anche uno spazio per la teoria e per la progettazione di un intervento col TdO.
Il terzo anno prevede un percorso classico di 150 ore di tirocinio sul campo, in attività proprie o di Giolli e tre giornate di incontro con tutti i tirocinanti, anche passati, all'inizio, a metà e alla fine del tirocinio personale con obiettivi diversi: progettazione del tirocinio, valutazione intermedia e valutazione finale. Ci sono anche altri due percorsi più brevi. Giolli non garantisce che si attui il 3° anno (tirocinio) poco dopo la fine del 2°, se non si raggiunge il numero sufficiente di iscritti o se non si riesce organizzativamente a garantire un buon tirocinio (mancanza di lavoro, mancanza di tutor sufficienti, ecc.).
I conduttori, Roberto Mazzini e Massimiliano Filoni, si alterneranno nei vari stage. In alcuni, a seconda del tema e dell'evoluzione del gruppo e del lavoro, saranno compresenti. Ogni stage si basa sull’esperienza personale delle tecniche e dei percorsi. L’osservazione, la lettura, l’analisi teorica e la discussione completano il lavoro. La residenzialità è d’obbligo al primo e secondo anno, per facilitare il lavoro del gruppo e la creazione del clima adatto. Verrà rilasciato un attestato di partecipazione finale a chi avrà partecipato all’80% dell’anno.
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| Data di pubblicazione: 07/10/2011 - ore 02:01 |
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