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Iseo, Brescia. A Franco Fava, artista, fotografo, poeta a cento anni dalla nascita è dedicata la mostra e non solo  alla Fondazione l’ Arsenale fino al 12 marzo. Nel 2017 ricorre il centesimo anno  della nascita di  Franco Fava, protagonista della storia recente  di Iseo.

Personaggio di sorprendente vitalità, illustre poeta dialettale, saggio cultore della brescianità e  artista poliedrico, fu anche pittore , scultore e fotografo di buona levatura, merita di essere ricordato con una rassegna allestita nel rinnovato spazio espositivo dell’Arsenale di Iseo e con una serie di eventi che ne ricordano la figura. Fava inizia a dedicarsi alle arti figurative nell’immediato dopoguerra (1946).Franco Fava al lavoro

All’inizio pittura e poi scultura, tanto nel figurativo che nell’astratto, poi la sua personalità eclettica lo ha indotto a cimentarsi anche nella grafica, nella grafica pubblicitaria, nella progettazione e nell’arredo di interni. Con pause e riprese, si è impegnato in tutti questi generi artistici lungo tutto il corso della sua vita.

Nel 1953 compone la sua prima lirica in dialetto bresciano:“Tristèssa“ e nel corso degli anni sarà la poesia dialettale a diventare la sua attività prevalente di espressione artistica, con significativi riconoscimenti da parte di pubblico e critica. A cura del Gruppo Iseo Immagine all’Arsenale fino al 12 marzo saranno esposte sculture, opere grafiche e una serie di dipinti che declinano una ricerca tra figurativo, astratto e informale e rivelano i segni di un percorso caratterizzato da evidenti richiami alla ricerca artistica . Come sottofondo alla visita le poesie di Fava recitate dall’attrice Bruna Gozio.fotografia di Franco Fava

Ma Fava ha spesso sostituito il pennello con la fotocamera. Le prime foto in bianco e nero datano 1935. Il percorso fotografico finisce nei primi anni 2000. La sua attività di fotografo si sviluppa essenzialmente nell’area del paesaggio e del ritratto. Con la sua fotocamera ha ripreso volti di amici, di vecchi, di fanciulle, di famigliari, figure di artisti. Garda di Sonico è il luogo dove Fava ha soprattutto appuntato il proprio sguardo scegliendolo come punto privilegiato di osservazione.

Va in giro per Garda a fotografare anziani e scorci del paese. Figure di un tempo che è andato, istantanee di un paese che cambia. Egli ritrae anche Iseo nell’istante del ricordo con immagini che rimangono vive nella memoria di chi naviga oltre la mezza età e comunicano una forte sensazione di nostalgia. Anche la nostalgia, forse, fa parte del dna degli iseani . In mostra  scorci di vicoli, edifici storici e religiosi, immagini invernali, scene di vita, il mestiere antico e romantico delle lavandaie .

All’Arsenale il 24 febbraio alle  ore 20.45 si terrà la conferenza “Ricordando Franco Fava“ con interventi di Tino Bino , Micio Gatti e Mario Fava.

Infine il 4 marzo alle ore 20.45 presso la sala civica del Castello Oldofredi il per far passare un’ora  di serenità ed allegria si presenta al pubblico con una novità: una scenografia di sfondo con proiezioni di foto del Gruppo Iseo Immagine che accompagnano le canzoni in dialetto. Il repertorio comprende anche la canzone “Na bèna dè corài ” tratta da una poesia di Franco Fava. L’esibizione sarà seguita dalle proiezioni di audiovisivi  fotografici  del Gruppo Iseo Immagine con foto di sfondo alle poesie dialettali di Franco Fava recitate da Bruna Gozio.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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