L’itinerario / A spasso su due ruote tra le Colline Moreniche

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Valeggio sul Mincio
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Sono pieghe della terra le Colline Moreniche, risalgono all’ultima glaciazione, un ammasso di terra, ciottoli e massi che l’attuale lago di Garda, quando al tempo era un grande ghiacciaio, ha spinto verso la pianura. Il risultato, aggraziato dal lavoro saggio e poco invadente dell’uomo, è un angolo di piacevole armonia fatto di macchie boschive e verdi pianori che accarezzano le tondeggianti colline, pettinate dalle viti e abbellite da piccolissimi laghetti e risorgive che fanno da cornice a borghi medioevali, scrigni di storia e di equilibrio architettonico.OLYMPUS DIGITAL CAMERA

L’itinerario che corre tra la provincia di Brescia, di Mantova e di Verona, è una facile pedalata alla scoperta delle Colline Moreniche, Il nostro punto di partenza è la cittadina di Lonato, sovrastata dalla rocca Viscontea che risale al X secolo e arricchita da numerosi palazzi, chiese e un monastero benedettino; è anche un luogo dove lasciare con comodità l’automobile.

Imbocchiamo la strada che porta verso Castiglione delle Stiviere, un nastro d’asfalto che raggira le prime colline e in una decina di chilometri ci porta al centro della cittadina mantovana inserita nelle colline, famosa per aver dato i natali a San Luigi Gonzaga; le reliquie, sempre un poco “macabre”,sono custodite nella basilica.

Attraversando il centro di Castiglione delle Stiviere, sull’angolo di piazza Ugo Dallo e via G. Chiassi, c’è appesa una mandibola di balena, popolarmente chiamata “la costa della balena”, fu un curioso dono di un singolare emigrante castiglionese, certo Carlo Brescianelli, che inviò la mandibola dall’Olanda, dove si era stabilito nelle seconda metà del XVIII secolo e sino al 1798 adornò l’ingresso della farmacia del paese.OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Dinnanzi all’ospedale, oltre il groviglio di semafori e incroci, imbocchiamo viale Europa che esce dal centro abitato entrando nella quiete delle colline conducendoci a Solforino. Per arrivare alla bellissima piazza Castello di Solferino, la strada ci impegna in una salita erta tra le incantevoli viuzze che viene ricompensata dalla bellissima piazza che domina il dolce paesaggio delle colline. Usciti dalla piazza, dopo essere saliti sino alla rocca, denominata “spia d’Italia” durante il Risorgimento, seguiamo la segnaletica per Pozzolengo, la strada è un saliscendi, ma la pedalata non è mai faticosa tra i colli coperti dai vitigni del famoso Lugana.

Da Pozzolengo un piccolo nastro d’asfalto che cavalca un paio di colline ci conduce a Castellano Lagusello, uno dei borghi più belli d’Italia, come ci rammenta il cartello all’ingresso del gioiello delle Colline Moreniche. Dal piccolo lago morenico a forma di cuore sembra emergere, come in una favola, il borgo fortificato di Castellano Lagusello, risalente al XI e XII secolo, miracolosamente rimasto intatto in tutta la sua armonia, vale la pena la visita e la sosta per rifocillarsi in una delle locande del borgo, prima di riprendere a pedalare.OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Usciti dal Borgo medioevale a una santella svoltiamo a destra in direzione Valeggio sul Mincio, cavalchiamo una collinetta e, attraversata la statale, le torri del castello scaligero ci indicano la strada. Entriamo trionfalmente dal ponte visconteo che corona con la fortificazione merlata la splendida vista su Borghetto e i suoi mulini azionati dalla acque del Mincio, non possiamo perderci una visita all’affascinante borgo, tra l’intricato gioco di canali d’acqua che hanno spinto per anni le pale dei molini.

Da Borghetto imbocchiamo la pista ciclabile che proviene da Mantova e corre fiancheggiando il Mincio in direzione di Peschiera del Garda. Il piccolo nastro d’asfalto, adibito al solo transito di biciclette e pedoni, è un piacevole percorso immerso nel silenzio della valle del Mincio; sfiora l’abitato di Mozambano, dominato dall’antico castello le cui mura seguono i capricci delle colline, e prosegue sino a una grande diga, dove attraversiamo il ponte e riprendiamo a pedalare sulla sponda opposta sino a Peschiera del Garda. La pista ciclabile ci porta nel cuore di Peschiera raggirando le possenti mura che ancora difendono la città lacustre.OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Arrivati a Peschiera abbiamo percorso circa 58 chilometri, ora possiamo decidere se proseguire in direzione di Desenzano del Garda, strada che verso tardo pomeriggio dei giorni festivi è aggredita da un traffico rabbioso, oppure salire sopra uno dei tanti treni con trasporto biciclette che in una ventina di minuti ci portano alla stazione di Lonato o, più frequenti a Desenzani del Garda, risparmiandoci una gincana tra brevi tratti ciclabili e strade trafficate. Per coloro che scendono a Desenzano la direzione da seguire per imboccare la vecchia strada per Lonato ed evitare la tangenziale è: via Andreis (direzione Ospedale) che in pochi chilometri ci riporta a Lonato.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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