Venerdì 16 gennaio, Raif Badawi, blogger saudita ha subìto 50 frustate in pubblica piazza, ma non è finita perché Raif ne dovrà ricevere altre 900. Le prime 50 gli sono state inferte venerdì scorso! Non è il trailer di un film violento ma una realtà assurda, per cui Amnesty International ha lanciato un appello. In questi giorni Amnesty, che da più di mezzo secolo si batte per i diritti umani, è stata informata che Raif Badawi, blogger saudita e prigioniero di coscienza, è stato flagellato pubblicamente il 9 gennaio. La fustigazione viola il divieto assoluto di tortura e altri trattamenti crudeli, inumani o degradanti previsti del diritto internazionale.Raif Badawi

Amnesty International ha lanciato un appello che tutti possiamo firmare. All’iniziativa hanno aderito la Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi) e l’organizzazione per la libertà di stampa Articolo 21.

Amnesty International ha ricevuto informazioni che il 9 gennaio Raif Badawi è stato frustato dopo la preghiera del venerdì di fronte alla moschea di al-Jafali a Gedda. La fustigazione è stata eseguita in pubblico. Il primo settembre 2014, la Corte d’appello di Gedda ha confermato la condanna di Raif Badawi a 10 anni di prigione, 1000 frustate e una multa di 1.000.000 di rial sauditi (circa 196.000 euro), per aver creato e amministrato il sito Saudi Arabian Liberals e aver insultato l’Islam. Raif Badawi è un prigioniero di coscienza.

Secondo il provvedimento definitivo, Raif Badawi riceverà non più di 50 frustate per sessione, con una pausa di non meno di una settimana tra le sessioni. Raif Badawi è stato inizialmente accusato di “apostasia”, un reato punito con la pena di morte in Arabia Saudita. È detenuto dal 17 giugno 2012 nel carcere di Briman, a Gedda. Il suo avvocato, Waleed Abu al-Khair, è anche egli stesso in carcere per scontare una condanna a 15 anni per il suo attivismo pacifico. Solo in questi giorni è iniziata la parte più assurda della condanna.amnesty 1

Cosa è successo a Raif Badawi?
Raif Badawi è fondatore di “Free Saudi Liberals”, un forum ideato per discutere del ruolo della religione in Arabia Saudita. Già nel 2008 era stato arrestato per apostasia e rilasciato pochi giorni dopo. In quella occasione, il governo gli aveva proibito di lasciare il paese e nel 2009 aveva congelato i suoi conti bancari. Il 17 giugno 2012 è stato nuovamente arrestato, con la stessa accusa, perché nei suoi articoli aveva criticato figure religiose. Il 17 dicembre 2012, il tribunale distrettuale di Gedda aveva rinviato la causa alla Corte di appello di Gedda, raccomandando che Raif Badawi fosse processato per reato di “apostasia”. Il 29 luglio 2013, il tribunale penale di Gedda ha condannato Raif Badawi a sette anni di carcere e 600 frustate per aver violato le norme del diritto informatico e aver insultato le autorità religiose fondando e gestendo il forum online “Free Saudi Liberals”.amnesty 2

Raif Badawi è stato inoltre condannato per aver infamato simboli religiosi pubblicando post su Twitter e Facebook, e per aver criticato la Commissione per la promozione della virtù e la prevenzione del vizio (conosciuta anche come la polizia religiosa) e i funzionari che avevano sostenuto il divieto di includere le donne nel Consiglio della Shura. Contestualmente alla condanna, il giudice ha disposto la chiusura del forum online.

Dal 17 giugno 2012, Raif Badawi è detenuto nel carcere di Briman, a Gedda. Il processo a suo carico è stato viziato da irregolarità. Secondo il suo avvocato, il giudice nominato per il processo è stato sostituito da un altro giudice, che aveva sostenuto che Raif Badawi dovesse essere punito per “apostasia”.

Firma l’appello di Amnesty