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A luglio di 150 anni fa due cordate si trovavano sulle pendici vertiginose del Cervino, Edcervino 8ward Whymper estroverso alpinista inglese e Jean-Antoine Carrel guida della Valle d’Aosta e loro compagni. Entrambi ambivano alla prima conquista della vetta della montagna simbolo per eccellenza. La vetta del Cervino, una delle montagne più famose del mondo, stava per essere conquistata.

La loro sfida però iniziò alcuni anni prima nel 1861, quando Whymper vide il Cervino per la prima volta ne rimase ammaliato. In valle d’Aosta contattò Jean Antoine Carrel, anch’egli interessato all’impresa, per organizzare la spedizione. I due, però, non riuscirono a trovare un accordo. Tra i due personaggi, così diversi, l’uno chiuso montanaro, orgoglioso e fervente nazionalista, l’altro estroverso appassionato di arrampicate e straniero, si instaurò una sorta di competizione.carrel

Whymper tentò ugualmente con una guida svizzera raggiungendo un punto mai toccato prima. Ma i due fratelli Carrel, pochi giorni dopo  superarono il record dell’inglese e raggiunsero la Crête du Coq a quota 4032 m comprovando la loro salita scolpendo un’iscrizione nella roccia. I 4.478 netri della vetta erano ancora lontani. Negli anni successivi il Cervino venne tentate dall’assalto di altre cordate, sempre respinte dalle difficoltà e dal brutto tempo, sino al luglio del 1865.

Il 14 luglio 1865, il Cervino venne salito per la prima volta dal versante svizzero, da una cordatacervino 1 guidata da Edward Whymper e da Michel Croz con altri 5 compagni. I sette formarono una cordata unica, che il 13 luglio 1865 attaccò la salita, per la via che è oggi la salita normale svizzera. Dopo aver pernottato all’aperto, i sette ripartirono il mattino dopo, ed arrivarono in vetta alle 13.40 del 14 luglio. Dalla vetta videro la squadra italiana guidata da Carrel, che si trovava alcune centinaia di metri più in basso.

Carrel riconobbe i pantaloni bianchi di Whymper proprio mentre con altri compagni di cordata tentavano la salita alla vetta, per conto dell’appena nato CAI Club Alpino Italiano fondato dal senatore Quintino Sella. L’ascesa alla vetta scelta da Carrel era dal ben più difficile versante italiano, ma preso dallo sconforto per aver visto l’avversario in vetta, si ritirò con tutti i suoi.

La discesa per l’inglese Whymper e la sua cordata fu tragica. Su un passaggio non particolarmente difficile un componente della cordata Hadow scivolò e cadde addosso a Croz, che perse l’equilibrio. I due caddero per il precipizio sul versante svizzero, trascinando con loro altri due, Hudson e  Douglas. La corda si spezzo!

I superstiti videro i quattro compagni precipitare per oltre 1000 metri verso il sottostante ghiacciaio del Matterhorn. Il 16 luglio una squadra di ricerca trovò le salme dei caduti. Fu la prima grande tragedia dell’alpinismo moderno.cervino 6

Ignaro dell’accaduto, pochi giorni dopo, il 16 luglio, Jean-Antoine Carrel con tre compagni di cordata ripartì per la vetta dal versante italiano, lungo la Cresta del Leone. Arrivò in vetta il 17 luglio seguendo una variante di quella che oggi è la via normale italiana. Dopo aver pernottato ancora in quota, i quattro tornarono a Cervinia il 18 luglio, e qui vennero a conoscenza dell’incidente occorso ai rivali britannici. Una sfida avvincente, sulla quale molto è stato scritto e raccontato, che ancora oggi affascina e ispira alpinisti e storici di tutto il mondo. Il Cervino sarà testimone di altre imprese, una su tutte al limite dell’impossibile: la salita invernale della terribile parete nord nel febbraio del 1965 di Walter Bonatti, in solitaria.

Per questo, a distanza di 150 anni, il Cervino resta la montagna-simbolo di tutte le montagne.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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