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Gattatico, Reggio Emilia.“Il teatro non è altro che il disperato sforzo dell’uomo di dare un senso alla vita” Eduardo De Filippo.

Giunge alla sedicesima edizione il Festival Teatrale di Resistenza, rassegna di teatro civile contemporaneo che anche quest’anno porta in scena, fino al 25 luglio  nel parco del Museo Cervi sette compagnie di rilievo nazionale individuate sulla base del Bando di Concorso uscito a marzo, che ha visto la partecipazione di oltre 120 produzioni da tutta Italia.

Il Festival  si è aperto, come gli altri anni,  il 7 luglio, 57° anniversario dei Caduti di Reggio Emilia, e si conclude il 25 luglio, in occasione della Festa della Storica Pastasciutta Antifascista, con la cerimonia di premiazione degli spettacoli vincitori.

All’interno di questa cornice storica, le 7 serate del cartellone mettono in scena sul palco di Casa Cervi 7 spettacoli di Teatro Civile attenti alle questioni del tempo presente e all’attualizzazione dei temi e dei valori fondanti della Resistenza. Le 7 compagnie selezionate hanno diverse provenienze territoriali e sono per la maggior parte formate da giovani artisti.

Quello che portano in scena è un teatro che parla di noi, delle donne, degli uomini, dei giovani, e che rappresenta talvolta senza indulgenza e consolazione, spaccati di vita quotidiana, individuale e collettiva, e le grandi questioni che attraversano il nostro tempo. Un teatro che ci mette a confronto con la fragilità delle relazioni umane e familiari, con l’annullamento provocato dalla perdita del lavoro, con le difficoltà dell’integrazione, ma anche con la forza rigenerante della memoria, con la dimensione della durata che certi valori sanno restituire, un teatro in grado, per questo, di captare e restituire passione, emozione, bellezza.

Per approfondire i temi degli spettacoli, sono organizzati alcuni incontri, a partire dalla prima serata, quando sarà presentato il lavoro di performance teatrale degli studenti del Liceo Paolo Toschi, sull’impegno civile e sulla cittadinanza responsabile. Il tema della ‘legalità’ cosi inteso verrà ripreso nell’incontro del 20 luglio, guardando alla straordinaria esperienza di Emanuele Modica e alla sua Tenda, testimonianza  itinerante contro le corruzioni. La performance degli studenti del Toschi è anche il segno di rinnovata apertura al teatro che con grande sensibilità e impegno si produce dentro le scuole, cui il Festival intende dare spazio di rappresentazione.

Si parlerà nel corso dei successivi incontri del rapporto fra teatro e soggettività al femminile e delle migrazioni del nostro tempo, veri e propri esodi verso un cambiamento della geografia umana e delle relazioni fra popoli, che il teatro si incarica di rappresentare e interpretare.

Come sempre, a conclusione di ogni serata del Festival, i momenti di incontro del pubblico con le compagnie, occasioni di socializzazione animate dalle degustazioni gratuite di prodotti enogastronomici offerti dalle aziende del territorio, che così rendono possibile l’esplorazione di un aspetto che caratterizza la terra dei Cervi e la sua vocazione all’accoglienza. Negli spazi espositivi del Museo sarà possibile visitare la mostra delle locandine e dei manifesti delle compagnie che hanno partecipato alla selezione delFestival.

Inoltre da segnalare che si svolgerà il 4 agosto a Sorbolo (Parma) lo spettacolo di collegamento fra il Festival di Resistenza e la Rassegna Ermo Colle, a riconfermare una consolidata esperienza di rete che trova quest’anno nel tema della legalità il punto di incontro.

L’ingresso è a offerta libera. In caso di maltempo gli spettacoli si terranno al chiuso.

Durante le serate di spettacolo il Museo Cervi rimane aperto ai visitatori. Dalle ore 19 alle ore 24, è disponibile il servizio di caffetteria e ristoro presso la nostra Osteria Ai Campirossi, con specialità del territorio su prenotazione. Per prenotare: 347 3743765 oppure ristorazione@museocervi.it

Per tutta la durata del Festival sarà possibile seguire sul sito dell’Istituto Cervi la rubrica di approfondimento a cura di Raffaella Ilari “Voci resistenti” con interviste agli organizzatori, agli ospiti e al pubblico del 16° Festival di Resistenza.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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