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Un onomastico, in calendario il 18 agosto: lungo l’avvicendarsi delle manifestazioni legate a tale ricorrenza, ci sono anche le esternazioni espresse in omaggio a chi occupava il ruolo dell’allora regina d’Italia: Elena, moglie di re Vittorio Emanuele III.

A Brescia, le era stata anche, fra l’altro, dedicata un’apposita commemorazione, all’indomani della sua scomparsa, quando “nella sala del cinematografo Aquiletta”, il ricordo della sovrana, defunta in quei giorni, aveva rappresentato il tema di un incontro pubblico, tenuto dall’ambasciatore Roberto Cantalupo, il 30 novembre 1952.

Il contesto bresciano aveva più volte riservato spazio alla regina, pure in occasione della giornata agostana, dedicata al suo nome, come, fra altre indicazioni in tal senso, traspare dalla prima pagina del quotidiano “la Sentinella” di domenica 18 agosto 1923: “L’onomastico della Regina Elena. Roma, 18 agosto. Ricorrendo oggi l’onomastico della Regina Elena, la città è imbandierata. Il Presidente della Commissione straordinaria per la provincia di Roma, ha inviato il seguente telegramma alla dama d’onore della Sovrana: “Prego rendersi interprete presso S.M. la Regina dei fervidi e dei deferenti voti augurali che, nella lieta ricorrenza del suo onomastico, la Reale Commissione Straordinaria per la Provincia Romana, onorasi presentare a nome della popolazione tutta del Lazio e Sabina”. Il vice commissario regio per il Comune ha inviato alla regina il seguente telegramma: ” Giunga gradito alla Maestà della Regina d’Italia, l’omaggio devoto di fervidi auguri che ho l’onore di esprimere a nome di questa romana fedelissima cittadinanza”.

Un riscontro simile è, insieme ad ulteriori ed a possibili fonti documentaristiche relative alla medesima circostanza, emblematicamente testimoniato dall’edizione di un altro quotidiano locale, nella sua uscita in stampa del 19 agosto del 1906, avendo rappresentato, per “La Provincia di Brescia”, la scelta di una breve informazione ispirata a “L’onomastico della Regina Elena. Ieri, ricorrendo l’onomastico della Regina Elena, il tricolore venne esposto a tutti gli uffici pubblici. La bandiera sventolò pure da parecchie case private”.

Nell’agosto del 1911, lo stesso giornale aveva, invece, riservato spazio ad un diffuso contributo d’approfondimento inerente il “Regno del Montenegro”, prodigandosi, grazie ad una non meglio identificata firma di “A. Tragni”, ad offrire al lettore una trattazione mirata del Paese d’origine della Regina Elena, divulgato il giorno prima di quello dell’onomastico della stessa testa coronata.

Alle sfumature sensibili delle sollecitudini verso le realtà invisibili che tale articolo, sviluppato di spalla su una delle fitte pagine del giornale bresciano, specificava, precisando, pure, che “(…) il montenegrino è molto religioso ed invoca Dio (ch’ei chiama Bogu) (…)” sembra giornalisticamente ricondursi anche un più esplicito accenno alla stessa regina, secondo le parole di una tal “Franca Guidi” che firmava un ritratto sulla medesima personalità, proposto, ancora in ambito bresciano, dal giornale “La Sentinella” del 14 giugno 1925: “(…) Elena poetessa. Tutti conoscono le virtù di regina, di sposa e di madre di Elena di Savoia. Ma pochi sanno che la nostra regina sia una poetessa di non comune valore. “Ora non scrivo più poesie”, disse, tempo fa, la regina, “Ma nel passato ho pubblicato qualche cosa”. Infatti, in una rivista italiana di venticinque anni fa, vi è una poesia di Elena del Montenegro. E’ la ingenua canzone d’amore di una fanciulla, la quale dichiara di disprezzare tutti i profumi, finchè “d’anima, di pura fanciulla, ella abbia sul seno il profumo”. Altre poesie furono pubblicate in Russia ed in Austria. E da una rivista tedesca di vent’anni fa, fu in “Vita Berlinese”, tolgo infatti e traduco, un saggio già scritto in montenegrino che è intitolato “L’altra corona”. Esso dice: “Sui gradini del trono sta assisa una donna, dal volto soffuso di dolore, che nessuno scorse, tranne che il Re. E’ la cura eterna e divoratrice. Sotto la corona d’oro che brilla sulla testa del Sovrano, vi è un’altra corona, che nessuno può vedere e che tormenta la fronte regale e che gli produce dolorose ferite. E’ la corona terribile. Ma nessuno la vede. E’ la corona di spine”. Anche dei canti eroici sono stati scritto da lei. (…)”.

Per stare in tema di componimenti letterari, ancora “La Sentinella Bresciana”, ma dell’otto gennaio 1901, ne ripercorreva, limitatamente alla regina Elena, una significativa evocazione, attingendo da una altrui citazione, per onorare il suo compleanno, coincidente con l’accennato giorno di stampa, verso la quale regale figura si dava una altrettanto poetica menzione, con le parole dello scrittore e poeta Antonio Fogazzaro (1842 – 1911), pubblicate in prima pagina, in un’esclusiva ed in una aulica dedicazione: “Principessa che salite dall’Oriente bella come la stella del mattino, che al cader della più lunga giornata umana, la vostra bellezza sia così placida e così soave che il poeta di quel tempo lontano possa paragonarvi alla stella della sera”.

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Luca Quaresmini
Ha la passione dello scrivere che gli permette, nel rispetto dello svolgersi degli avvenimenti, di esprimere se stesso attraverso uno stile personale da cui ne emerge un corrispondente scibile interiore. Le sue costruzioni lessicali seguono percorsi che aprono orizzonti d’empito originale in sintonia con la profondità e la singolarità delle vicende narrate.

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