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Brescia. “Siamo testimoni non perché c’eravamo ma perché continuiamo ad esserci”. In piazza Loggia sabato 28 maggio ci saranno cittadine e cittadini, associazioni e istituzioni, sempre per la verità e per non dimenticare.

La strage di piazza Loggia, avvenuta il 28 maggio 1974 durante una manifestazione antifascista e sindacale, che ha causato la morte di otto persone e un centinaio circa di feriti, ha determinato una grande attenzione da parte della cittadinanza e delle istituzioni a livello locale provinciale e nazionale.Giulietta Banzi Bazoli, anni 34
Livia Bottardi Milani, anni 31
Euplo Natali, anni 69
Luigi Pinto, anni 25
Bartolomeo Talenti, anni 56
Alberto Trebeschi, anni 37
Clementina Calzari Trebeschi, anni 31
Vittorio Zambarda, anni 60

L’emergenza covid ha imposto regole precise che vanno rispettate, per questo la “partecipazione” quest’anno, come per lo scorso anno, è maggiormente espressa con modalità telematiche che consentono comunque di riaffermare la volontà di esserci.
Gli eventi alla memoria di quella che fu la più tragica ferita della storia recente della città è molto amplio e abbraccia tutto il mese di maggio, coinvolgendo la cittadinanza e soprattutto le scuole e i giovani, culmina nella giornata del 28 maggio.

Da 47 anni i famigliari delle vittime, che hanno fondato la Casa della Memoria, organizzano durante l’anno eventi e incontri. La Casa della Memoria è soprattutto un centro di documentazione sulla strage e sulla strategia della tensione. In occasione dell’attività processuale si è impegnata a garantire la raccolta della documentazione con le riprese e la registrazione audio video e benché si siano svolti più processi solo dal 21 giugno 2017 la strage ha due responsabili: Carlo Maria Maggi e Maurizio Tramonte secondo una sentenza passata in giudicato.