1978, primavera. Otto anni dopo la legge sul divorzio e quattro dal referendum abrogativo (vinsero i No, lo sappiamo bene).

Quattro anni dopo la riforma del diritto di famiglia.

Erano i giorni della legge sull’interruzione volontaria della gravidanza.

Anni irripetibili dal punto di vista sociale e politico.

Avevo 22 anni quella primavera. Già da tempo mi dilettavo con il giornalismo, quello delle tante corse appassionate e delle poche lire.

A Mestre, tre anni prima, 1975, qualcuno aveva messo in piedi una radio e io ero già un’appassionata di radio.

Si chiamava Radio Venezia ovviamente. Un luogo dove si discuteva con gli ascoltatori e si ascoltava buona musica, senza pubblicità.

Non ricordo se, con la solita spavalderia, fui io a propormi o loro a chiamarmi (la prima che ho detto, credo).

Il fatto è che iniziai a collaborare con questa Radio Venezia, una delle prime radio libere d’Italia. Molto ascoltata nel veneziano ma anche in tutto il Veneto.

All’alba dei miei incoscienti anni (e mentre frequentavo l’università) decisi di inventarmi un programma di donne per le donne. Dove discutere di lavoro, famiglia, maternità, politica.

Si chiamava In quanto donna quella trasmissione. Andava in onda il sabato mattina verso le 8. Parlavo e parlavamo di tante cose impegnative, un po’ troppo impegnative per l’orario e per le abitudini degli ascoltatori radiofonici di allora.

Pochi telefonavano. E quelli che lo facevano….mi chiedevano solo una cosa: il titolo della magnifica musica che apriva il programma.

Me la ricordo bene, con struggente nostalgia di quei tempi e della gioventù: era Young and Fine degli Weather Report.