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Appare certamente controcorrente porre il tema del risparmio come buon proposito di inizio anno, quando in questo momento il leitmotiv è “si esce dalla crisi se ripartono i consumi”.

L’incentivo è semmai a utilizzare subito forme presenti e future di risparmio, anche se non ancora perfettamente certe. Il concetto di risparmio è però più ampio. Non è solo monetario. E’ collegato alla concezione che si ha della vita e soprattutto del futuro. E’ necessario risparmiare non solo soldi, ma anche risorse, suolo, ambiente, tempo e, spesso, anche parole.

Ci interroghiamo tutti sul senso di un certo tipo di sviluppo, avvenuto negli ultimi anni, che oggi lascia le nuove generazioni senza lavoro e con un mare di debiti sulle spalle.

Gradualmente, nei discorsi e nei concreti stili di vita, sta tornando in modo significativo il valore della sobrietà, un concetto molto diverso e più profondo dell’austerità, di moda a livello europeo o quantomeno in una certa fascia di tecnocrazia.

Perché il risparmio è l’uso ragionevole ed efficiente di quello che si ha, pensando anche a chi verrà dopo, per migliorare le condizioni complessive di vita delle persone.

Non voglio scomodare Seneca (“Povero non è chi ha poco ma chi vuole molto”), ma cito il presidente uruguyano Mujica (“Chi non è felice con poco non può essere felice con molto”) e Bepi Tonello (“Vince la povertà chi risparmia più di quanto consuma. E non c’è solo una povertà materiale, c’è anche una povertà morale e valoriale non meno pesanti per la condizione umana”).

Le parole di persone che associano conseguenti e coerenti scelte di vita assumono una forza persuasiva micidiale. Se le due cose sono staccate, le parole divengono sterili esercizi di comunicazione buonista.
Per i miei nonni, che non avevano studiato, questi concetti erano parte essenziale del loro modo di vivere. Valori centrali della cultura contadina.

Oggi non si tratta di rimpiangere il bel tempo che fu. Si tratta di prendere dal passato valori universali e sedimentati in millenni di storia, che è possibile far fruttare al meglio grazie alle grandi opportunità in più che solo oggi ci sono e ci saranno sempre di più in futuro.

Parlare di risparmio, in questa forma più completa, significa porre al centro, nella propria vita e nelle scelte economiche, politiche e sociali, l’uso razionale ed efficace delle risorse a disposizione (non solo i soldi, ma anche tempo, energie personali, tecnologia, ambiente e così via), un uso che pensa al futuro e lavora perché le nuove generazioni possano stare meglio, non solo dal punto di vista economico, ma come qualità complessiva della vita.Risparmio significa dare quindi il giusto valore e ordine alle cose, per sé e per gli altri, oggi e domani.

E’ più di 10 anni che Cassa Padana ha in corso il progetto Microfinanza campesina in Ecuador. Sin dall’inizio mi ha colpito sentire dire dai campesinos delle Ande, la cui esistenza dal punto di vista materiale non è lontanamente paragonabile alla nostra,che la cosa che più desiderano è“querernos màs, ser felices y vivir en paz”: volersi bene, essere felici e vivere in pace. Credo che sia anche l’aspirazione più profonda e intima di ognuno di noi.

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