Per il movimento speleologico mondiale il 2021 è un anno speciale, nel corso del quale far conoscere le grotte e il carsismo come scrigni di conoscenza, risorsa per l’uomo e per l’ambiente, identità e memoria di comunità e territori. La speleologia italiana non poteva essere da meno.

L’Anno Internazionale delle Grotte e del Carsismo (International Year of Caves and Karst) è promosso dall’Unione Internazionale di Speleologia e vedrà le associazioni nazionali, le federazioni regionali, i gruppi e i singoli speleologi impegnati per promuovere la conoscenza del mondo ipogeo, coinvolgendo cittadini, enti e amministrazioni in un processo di divulgazione e di salvaguardia.

Ambienti delicati e preziosi, dal valore inestimabile, il paesaggio carsico caratterizza circa il 20% della superficie terrestre. Basta pensare che alla data dell’1 gennaio 2017, nel catasto delle grotte della Lombardia Orientale sono state inserite e catalogate 942 cavità.

Le morfologie che ne caratterizzano l’aspetto sono dovute alla dissoluzione del substrato roccioso e assumono molteplici forme: dalle microforme sino a fenomeni maestosi e spettacolari. La maggior parte di essi avvengono nelle viscere della Terra, all’interno delle grotte. Le cavità naturali e artificiali sono risorse inestimabili, laboratori naturali dove studiare fenomeni geologici e forme di vita estremamente specializzate; centinaia di queste grotte sono aperte al pubblico e vengono visitate da circa 150 milioni di turisti ogni anno, dando un supporto importante a molte economie nazionali. Molti siti sono Patrimonio dell’Umanità Unesco, senza dimenticare che le falde acquifere carsiche forniscono circa il 10% dell’acqua potabile del mondo e comprendono i più grandi pozzi e le principali sorgenti sulla Terra.

Acquiferi che costituiscono fonti di approvvigionamento idrico importanti e complesse ma, purtroppo, facili da contaminare. Fare speleologia significa sostanzialmente ricercare, esplorare e proteggere gli ipogei naturali o artificiali con la finalità ultima di far comprendere il valore e l’importanza del carsismo e degli ecosistemi a esso collegati.

Dal 26 febbraio sino al 18 novembre, con il programma di eventi online “Le aree carsiche si presentano”, si terrà un viaggio attraverso la nostra penisola alla scoperta delle meraviglie sotterranee e non solo, guidati dagli istruttori e dagli speleologi del Cai. Al momento sono in calendario nove appuntamenti: si inizierà con le grotte e le aree carsiche della Lombardia (26 febbraio), a cui seguirà il Trentino Alto Adige (25 marzo), la Sardegna (29 aprile), la Campania (27 maggio), il Veneto (24 giugno), l’Umbria (22 luglio), l’Emilia-Romagna, (23 settembre), la Liguria, il Piemonte e la Valle d’Aosta (tutte insieme il 21 ottobre) e il Friuli Venezia Giulia (18 novembre); altri appuntamenti verranno aggiunti per arricchire la già corposa offerta del palinsesto Cai.

Tutti gli eventi si terranno alle 20:30 e si potranno seguire sul gruppo Facebook della Scuola nazionale di speleologia e sul canale Youtube della Commissione centrale speleologia del Cai.

«Le aree carsiche e le cavità in esse contenute sono un patrimonio inestimabile, lo sappiamo bene noi speleologi che per passione e studio le visitiamo, le frequentiamo e le viviamo», afferma il presidente della Commissione Centrale per la Speleologia e il Torrentismo del Cai, l’Istruttore nazionale di speleologia Giuseppe Priolo. «Siamo ben coscienti della loro rilevanza ambientale e per tale motivo abbiamo imparato a rispettarle, impegnandoci giornalmente nel diffondere la corretta conoscenza e a condividerla con la società in cui oggi viviamo. Tutto questo affinché una diffusa e corretta consapevolezza di quello che è nascosto sotto i nostri piedi determini una frequentazione e, ove necessario, un impiego delle risorse naturali rispettoso dei valori di tutela e salvaguardia che da sempre ci hanno contraddistinto».