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Gattatico, Reggio Emilia. Saranno migliaia le persone, soprattutto giovani, che invaderanno di nuovo il podere della casa dei Fratelli Cervi, ora museo, istituto e centro di cultura, per la festa della Liberazione del 25 Aprile. Non si erano scoraggiati a Casa Cervi dopo il primo assalto del coronavirus che ha asserragliato e tristemente condizionato la vita di tutti, mandando on line la festa del 25  Aprile dello scorso anno, una diretta streaming seguita da migliaia di persone in tutta Italia.

Il 25 aprile del 2022 si torna a celebrare la Festa della Liberazione in presenza a Casa Cervi, dopo due anni segnati dalla pandemia, una festa che sancisce l’importanza del il ruolo di Casa Cervi come punto di riferimento per i temi e i valori dell’antifascismo, della legalità e della pace. Non solo dunque luogo di conoscenza e studio della Resistenza, ma anche punto di aggregazione per tutte le comunità e i cittadini che vivono il 25 Aprile come una grande festa della democrazia antifascista.

Il 25 aprile a casa Cervi si respira il desiderio di stare insieme, i prati si riempiono di ragazzi, famiglie e tanta, tanta gente che si porta un plaid da casa per passare una giornata di festa, di musica, di riflessione sulla conquista della libertà con le testimonianze di coloro che ancora oggi lottano nel loro paese.

Il pensiero vola direttamente alla guerra in Ucraina, e per “usare” le parole della presidente dell’Istituto Cervi la senatrice Albertina Soliani: “Dopo il trionfo dell’umanità sulla disumanità. L’umanità al potere, non più la disumanità al potere. Quaranta giorni fa, il mondo nato da quel 25 aprile è stato travolto dall’aggressione della Russia di Putin all’Ucraina. Sul suolo europeo, all’inizio del secondo decennio del XXI secolo.

Per questo, il nostro sgomento incredulo, per questo, la nostra nuova Resistenza. Con tutti i mezzi possibili della non-violenza, della politica, della diplomazia, con la più grande solidarietà con i popoli che resistono. Perché la sfida è radicale, morale, umana: si deve resistere contro la disumanità al potere oggi. Per questo, oggi, non basta festeggiare quel 25 aprile. Un altro 25 aprile è davanti a noi, ed è tutto da conquistare. Quello di una nuova liberazione dalla guerra, dalla violenza del potere, dal dominio dei più forti. Oggi. Tra quel 25 aprile 1945 e il prossimo, che è ora nelle mani di questa generazione, c’è il tesoro della democrazia, conquistata a così caro prezzo. Con l’unità antifascista. Un tesoro tutto da difendere e da consolidare.”

Per l’Ucraina Casa Cervi ha invitato da tempo  tutti i visitatori del museo a portare un pezzo di stoffa e scrivere sopra un pensiero. Tutti i contributi verranno cuciti insieme a formare un grande patchwork  che verrà steso  e mostrato in occasione della Festa del 25 Aprile, per un grande messaggio di solidarietà e resistenza comune.