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Fu molte guerre in una, la Resistenza. Fu guerra civile, patriottica, di classe, di generazioni. E fu anche guerra di luoghi. Anche la memoria è fatta di luoghi. Torni in un certo luogo perché lì è accaduto “qualcosa”, anni e anni prima. Vuoi ricordare.

Sonia Maria Luce Possentini, illustratrice premio Andersen 2017 e scrittrice, è tornata sull’Appennino reggiano, nei luoghi attraversati da uno zio molto amato.

Si chiamava Giovanni, detto il Nero. Era un partigiano nella Brigata Garibaldi. Bello, coraggioso, ribelle, innamorato della sua Laura e della libertà, morì di torture a vent’anni, per non aver voluto tradire i compagni.

Nel racconto di Sonia Maria Luce Possentini i luoghi tornano così ad essere i luoghi di “quei momenti”, e guardare equivale ad ascoltare le voci dei personaggi, i suoni e i rumori delle cose. Quella collina verde resta una collina verde, ma attraverso il racconto di Sonia una foglia si trasforma in una casa, un ramo in una automobile, un frutto in una persona.

La memoria è una emozione forte, nel bene e nel male, e va sempre conservata tutta. La memoria va anche “camminata dentro”.

In occasione della ricorrenza del 25 aprile, Anniversario della Liberazione d’Italia, Rrose Sélavy editore presenta, per la collana “Il Quaderno quadrone”, Nome di battaglia Nero.

Un libro illustrato, poetico ed evocativo, che narra con estrema delicatezza di parole e immagini la giovane esistenza dello zio dell’autrice, Giovanni, una delle tante vite che hanno fatto la Resistenza e con essa la storia del nostro paese.

Giovanni è giovane, ha vent’anni, è innamorato. Giovanni sogna la libertà, “ribellarsi al nemico, per essere finalmente liberi”: è in nome di questo ideale che nell’aprile del 1943 decide di unirsi ai ribelli della montagna. Nome di battaglia Nero è la sua storia, una storia fatta di ricordi evocati dai boschi, dalle montagne e dai sentieri che ha attraversato e vissuto, dai luoghi che, a distanza di anni, anche l’autrice Sonia Maria Luce Possentini ha deciso di ripercorrere.

I paesaggi diventano così parte integrante del racconto, prendono forma nelle magnifiche illustrazioni che accompagnano le parole e catturano il lettore, permettendogli di entrare nella storia e riviverla.

Pensato per bambini dai 10 anni in su, grazie all’immediatezza della scrittura unita alle immagini che permettono un’immersione totale nella vicenda, è un libro indicato per chiunque desideri rileggere i passi della Resistenza attraverso la delicata e sentita storia di un singolo uomo, godendo delle bellissime illustrazioni contenute nel libro, vere e proprie opere d’arte.

L’introduzione al libro è a firma di Francesco Filippi, autore del caso editoriale, tradotto in varie lingue, Mussolini ha fatto anche cose buone. Le idiozie che continuano a circolare sul fascismo (Bollati Boringhieri 2019).

Nome di battaglia Nero trova il suo spazio nella fitta letteratura della lotta partigiana grazie all’originalità della voce, scritta e illustrata, della sua autrice.

Sonia Maria Luce Possentini è infatti anche pittrice e illustratrice, si è laureata a Bologna, al DAMS in Storia dell’Arte e all’Accademia di Belle Arti in Pittura. Ha ricevuto premi e riconoscimenti in Italia e all’estero. Nel 2011 il suo libro Un bambino (Kite) è stato selezionato da IBBY Italia. L’anno seguente diviene testimonial del progetto “Città Invisibili” nell’ambito della Biennale di Letteratura e Cultura per l’Infanzia della Regione Veneto. Nel 2014 si è aggiudicata il primo “Premio Pippi” con L’alfabeto dei sentimenti (Fatatrac). L’anno successivo ottiene il “Premio Città di Bitritto” con Noi (Bacchilega), selezionato poi da Ibby per Outstanding Books for Young People with Disabilities. È docente di Illustrazione presso la Scuola Internazionale di Comics di Reggio Emilia. Vincitrice del “Premio Rodari” nel 2015, e del “Premio d’illustrazione per la letteratura ragazzi” di Cento (FE) l’anno dopo. Nel 2017 le viene assegnato il Premio Andersen come “migliore illustratore”. L’anno seguente riceve il Premio MAM Maestri d’Arte e di Mestiere – Triennale di Milano e nel 2019 vince il premio Storia di Natale indetto dalla casa editrice Interlinea.