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Verona – «La prostituzione corrompe una società intera. Se si continua ad essere liberi di acquistare il corpo femminile e usarlo a piacimento, abusandone come fosse un giocattolo, allora non ci sarà mai nessuna parità di genere. E non potranno mai diminuire le numerose forme di violenza, legittimate da una cultura del dominio e del possesso. I casi di femminicidio lo dimostrano»

Su queste parole del Presidente Giovanni Paolo Ramonda, la Comunità Papa Giovanni XXIII, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza alle donne, lancia il percorso artistico e culturale per sensibilizzare sul tema dello sfruttamento sessuale. È un’azione avviata dal fondatore della Comunità, Don Oreste Benzi, che parte dal presupposto: «nessuna donna nasce prostituta».

Su Rimini il progetto trova centro nell’educazione dei ragazzi: la proposta già rivolta agli Istituti scolastici superiori comprende percorsi con seminari, assemblee di istituto e di classe, laboratori di approfondimento.

Interverranno nelle scuole formatori esperti sul tema, giornalisti, donne che hanno vissuto l’esperienza di violenza sulla propria pelle e che porteranno ai giovani una testimonianza diretta.

In occasione del 25 novembre, la Comunità di don Benzi farà memoria anche di giovani donne incontrate dalle Unità di Strada in 10 città italiane e uccise, nella gran parte dei casi, per mano dei loro clienti o sfruttatori. ​​​​

VERONA – Venerdì 26 novembre, alle ore 21 a Verona, sulla Strada Bresciana, 79 in Località Bassone, i volontari della Comunità Papa Giovanni XXIII ricorderanno l’uccisione avvenuta nel 2014 di Venetita Niacsu; un omicidio compiuto da un cliente che non è mai stato identificato.

BOLOGNA – Lunedì 29 Novembre 2021 alle ore 20.30 a Bologna in Via delle Serre, (rotonda del Camionista), volontari dell’Associazione Albero di Cirene, della Comunità Papa Giovanni XXIII e di altre realtà del territorio si ritroveranno nel luogo dove è stata uccisa nel 2009 Christina Ionela Tepuru, vittima di tratta.

L​​​​’associazione di don Benzi promuove la campagna di sensibilizzazione Questo è il mio corpo per accrescere la consapevolezza che la prostituzione costituisce una violazione dei diritti della donna e una minaccia alla sua promozione sociale. La campagna chiede anche in Italia una legge che riconosca la responsabilità dei clienti, in linea con quella di Francia, Norvegia, Svezia, Islanda, Irlanda e Irlanda del nord.

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