Brescia. Si è chiuso sabato 14 aprile il processo per la strage di piazza Loggia del 28 maggio 1974, la Corte d’Assise d’Appello di Brescia ha assolto gli ultimi imputati alla sbarra. Come per piazza Fontana, la strage che aprì di fatto gli anni di piombo, anche per piazza Loggia nessuna paga? Qualcuno invece paga, oltre che con l’infinito dolore, ai parenti delle vittime sono stati “addebitate le spese processuali”, come per piazza Fontana.IMG_4236

Sembra di raccontare una vicenda non credibile, ma di fatto è così. Tecnicamente è possibile, era già successo per la strage di Piazza Fontana, i parenti delle vittime erano stati chiamati per pagare le spese processuali. In quel caso il Governo aveva provveduto a saldare le spese, Berlusconi sveva dichiarato che almeno in parte il Governo aveva fatto la sua parte.

L’enorme ferita che ha macchiato di sangue la piazza più bella di Brescia rimane aperta. Un iter giudiziario durato quasi quarant’anni non ha portato a nessuna sentenza di colpevolezza per le otto vittime e più di 100 feriti di quel martedì 28 maggio.

Per piazza Loggia sono stati fatti 5 processi, 3 inchieste con più di un migliaio di chilometri di fogli, 1.500 testimoni, 10 sentenze e nessuno colpevole! Assolto Rauti, fondatore di Ordine Nuovo sospettato di essere il fomentatore della strage, Delfino ex generale dei carabinieri e al tempo comandante della stazione di Brescia alla sbarra per favoreggiamento. C’erano i neofascisti Zorzi, ora cittadino giapponese e Maggi, neofascista. Per ultimo Tramonte, informatore dei servizi segreti, in arte “Tritone” che avrebbe avvisato di essere a conoscenza di una strage nel nord Italia a fine maggio di quell’anno.f

Tutti assolti, rimangono aperti i dubbi, tanti, molti emergono anche dall’ultima inchiesta condotta dal giudice Salvini che ha trovato negli archivi del SISMI documenti sconcertanti sui servizi segreti e gruppi neo-fascisti. Sui favoreggiamenti, come si legge dalle cronache del tempo: “Poco prima delle tredici, terminata la fase dei soccorsi, i vigili del fuoco lavano con gli idranti il luogo dell’eccidio.

E’ un’operazione che viene considerata normale anche da quella piccola folla di lavoratori che ancora stazionano in piazza, discutendo animatamente. Sarà solo più tardi che ci si accorgerà della irresponsabilità dell’atto. La pulizia avviene prima che sia stata condotta a termine una ispezione accurata da parte degli organi inquirenti; in tal modo vengono dispersi i reperti dell’ordigno esplosivo collocato nel cestino, la cui natura diverrà uno dei punti su cui poggeranno le accuse a carico degli imputati e si avranno le maggiori perplessità sulla dinamica e sulle responsabilità personali per l’attentato terroristico.” Gli imputati non si sono mai presentati in aula.IMG_3294

Quel 28 maggio del 1974 in piazza Loggia c’era una manifestazione sindacale, pioveva, molti si erano riparati sotto i portici. La bomba posta in un cestino dei rifiuti deflagra alle 10 e12 minuti, è una strage! Rimangono uccisi sul colpo sei persone, altre due moriranno giorni dopo. Giulietta Banzi Barzoli, 34 anni insegnante. Livia Bottardi Milani, 32 anni insegnante. Euplo Natali, 69 anni pensionato. Luigi Pinto, 25 anni insegnante. Bartolomeo Talenti, 56 anni operaio. Alberto Trebeschi, 37 anni insegnante. Clementina Calzari Trebeschi, 31 anni insegnante. Vittorio Zambarda, 60 anni operaio.

A Brescia Manlio Milani, marito di una delle vittime, ha fondato “la Casa della Memoria dove è stata raccolta tutta la documentazione della strage e non solo. L’associazione promuove iniziative e mostre, collabora con altre associazioni, istituisce borse di studio, gestisce la biblioteca e le attività culturali. Soprattutto contribuisce a fare storia per le future generazioni. Organizza tutti gli anni iniziativa per la commemorazione delle vittime della strage impunita.

 

 

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.