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Brescia. “Nel 2014, quarantesimo anniversario della strage di Piazza Loggia di Brescia molte associazioni, enti ed istituzioni hanno deciso di dedicare uno o più eventi alla memoria di quella che fu la più tragica ferita della storia recente della città. Per celebrare al meglio l’evento lungo un anno, è stato creato un logo che identificasse il quarantesimo anniversario attraverso il suo slogan più importante: “SEMPRE PER LA VERITÀ

Questo è scritto nel sito della Casa della Memoria, nata nel 2000 dai familiari Caduti della strage riuniti in associazione, con la collaborazione con il Comune e la Provincia di Brescia, divenuta un centro di iniziative e di documentazione sulla strage e sulla strategia della tensione che ha sconvolto il Bel Paese negli anni di piombo.

E bene ricordare, anche se sono passati 48 anni, l’enorme ferita che ha macchiato di sangue la piazza più bella di Brescia rimane aperta. E bene ricordare nomi e il loro impegno nella vita, da cui sono stati strappati.

La mattina del 28 maggio del 1974 in piazza Loggia c’è una manifestazione sindacale antifascista. Piove. Molti manifestanti si sono riparati sotto i portici. 10 e 12 minuti un boato. Una bomba posta in un cestino dei rifiuti deflagra, è una strage! Rimangono uccisi sul colpo sei persone, altre due moriranno giorni dopo. Sono: Giulietta Banzi Barzoli 34 anni insegnante, Livia Bottardi Milani 32 anni insegnante, Euplo Natali 69 anni pensionato, Luigi Pinto 25 anni insegnante. Bartolomeo Talenti 56 anni operaio, Alberto Trebeschi 37 anni insegnante, Clementina Calzari Trebeschi 31 anni insegnante, Vittorio Zambarda, 60 anni operaio. Le vetrine a doppio piano di uno storico negozio di abiti della città vanno in frantumi e causano gran parte dei 100 feriti.

E’ difficile oggi immaginare il clima funesto di quegli anni. L’escalation di violenza innescata a Brescia nei mesi precedenti alla strage. Le tensioni sociali, le paure, i disordini, gli attentati alle sedi di partito e di sindacato, sino alla morte di Silvio Ferrari, giovane neofascista trucidato dal tritolo che trasportava sotto la sella della sua vespa. Il 1974 è stato un anno tragico, il 4 agosto dello stesso anno il treno Italicus Roma-Monaco esplode in galleria nei pressi di Bologna, muoiono 12 persone.

La Casa della Memoria, oltre a organizzare eventi  e incontri durante tutto l’anno, seminari per scuole e università, incrementare la biblioteca e l’archivio di materiale documentario per la consultazione di ricercatori e utenti, si è impegnata a garantire la raccolta della documentazione con le riprese e la registrazione audio-video, con l’archiviazione degli atti processuali prodotti nel dibattimento, un’erme documentazione che rimarrà testimone nella storia, per far fede al motto “Sempre per la verità” che ha sostenuto i famigliari delle vittime e la Casa della Memoria nel iter giudiziario battaglia per la ricerca della verità e della giustizia. La verità, perseguita in unità per tutti questi anni, per la giustizia alle vittime, alla città, al Paese.