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Brescia. Si ritorna sulla piazza il 28 maggio del 2016. In piazza Loggia a 42 anni dalla strage: “Sempre per la verità” come titola quest’anno il manifesto delle celebrazioni. Una giornata colma di eventi dalla mattina con la messa al cimitero Vantiniano alle 8,30, poi gli 8 rintocchi delle campane alle 10,12 e il minuto di silenzio su piazza Loggia per ricordare le otto vittime della strage. Ma è bene ricorrdare i loro nomi, il loro lavoro nelle quotidianità, nella vita finita in un lampo alle 10,12 del 28 maggio del 1974.

Sono:PiazzaLoggia-monumento
Giulietta Banzi Barzoli, 34 anni insegnante.
Livia Bottardi Milani, 32 anni insegnante.
Euplo Natali, 69 anni pensionato.
Luigi Pinto, 25 anni insegnante.
Bartolomeo Talenti, 56 anni operaio.
Alberto Trebeschi, 37 anni insegnante.
Clementina Calzari Trebeschi, 31 anni insegnante.
Vittorio Zambarda, 60 anni operaio.

 

28 maggio 2014 sono passati quarantadue anni dalla strage di piazza Loggia. L’enorme ferita che ha macchiato di sangue la piazza più bella di Brescia rimane aperta.

E’ difficile oggi immaginare il clima funesto di quegli anni. L’escalation di violenza innescata a Brescia nei mesi precedenti alla strage. Le tensioni sociali, le paure, i disordini, gli attentati alle sedi di partito e di sindacato, sino alla morte di Silvio Ferrari, giovane neofascista trucidato dal tritolo che trasportava sotto la sella della sua vespa.Foto gentilmente concessa da: Archivio storico centro di documentazione "Bigio Savoldi e Livia Bottardi Milani"

La mattina del 28 maggio del 1974 in piazza Loggia c’è una manifestazione sindacale antifascista. Piove. Molti manifestanti si sono riparati sotto i portici. 10 e 12 minuti un boato. Una bomba posta in un cestino dei rifiuti deflagra, è una strage! Rimangono uccisi sul colpo sei persone, altre due moriranno giorni dopo. Le vetrine a doppio piano di uno storico negozio di abiti della città vanno in frantumi e causano gran parte dei 100 feriti.

Quasi mezzo secolo di iter giudiziario, 5 processi, 3 inchieste con un milione di pagine scritte, 1.500 testimoni, 12 sentenze e ancora non è uscita la piena verità.

La Casa della Memoria , dove è stata raccolta tutta la documentazione della strage e non solo, è oggi e sempre punto fermo per la ricerca della verità. L’associazione promuove iniziative e mostre, collabora con altre onlus, istituisce borse di studio, gestisce la biblioteca e le attività culturali.piazza loggia

Ma soprattutto contribuisce a fare storia per le future generazioni. Perché la memoria non si ritiri nei suoi luoghi più sotterranei per divenire oblio o contorcersi in revisioni fuori asse o sfuocate. Il grande lavoro della Casa della Memoria pone la strage di piazza Loggia nella ragione per cui è stata ordita: un attacco diretto alle istituzioni dello Stato e alla democrazia. Perché il racconto di quel giorno, nella sua essenzialità, non venga disperso e nulla venga taciuto. Perché siano la storia e la memoria a giudicare una delle stragi più efferate degli “anni di piombo.

Il programma della giornata di sabato 28 maggio.

La videointervista a Manlio Milani

Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.