Il risparmio è quel prezioso salvadanaio che il lavoratore è riuscito ad accantonare nell’arco di anni di lavoro e sacrifici. Un bene che è importante proteggere per poterne, poi, disporre in un secondo momento; per far fronte a spese impreviste, per garantire un reddito futuro da affiancare a quello offerto dal sistema pensionistico, per compiere un investimento importante o per lasciare un’eredità ai propri figli.

Per questo il concetto che è importante recuperare oggi è un rinnovato atteggiamento di prudenza e cautela nella gestione dei propri beni. “I nostri clienti sono, per la maggior parte, famiglie di lavoratori che affidano a noi il loro salvadanaio,” – sottolinea Andrea Zanoni, responsabile della divisione risparmio di Cassa Padana – “a noi sta la grande responsabilità di difendere il loro patrimonio e, allo stesso tempo, cercare di farlo rendere nella maniera più saggia e sicura possibile”.

Il rischio di un investimento, in condizioni normali di mercato, è solitamente quantificabile sulla base di metodologie statistiche: sull’analisi del passato, la frequenza di certi eventi viene catturata da distribuzioni di probabilità. Siamo guidatori che guardano nello specchietto retrovisore, ma convinti di guardare avanti, ci insegna Nassim Nicholas Taleb, filosofo, tra i massimi esperti in matematica finanziaria ed autore del libro “Il cigno nero”.

Durante i momenti di crisi, come quello dell’attualegiuntura economica, il rischio, però, torna ad essere incertezza, quell’imprevedibile stato di natura che la matematica fatica a modellare. “Nella nostra attività quotidiana ci imbattiamo, talvolta, in alcuni risparmiatori che vanno alla ricerca affannosa del rendimento” – prosegue Zanoni – “È importante sapere che non è tutto oro ciò che luccica e che, spesso, alto rendimento di un titolo significa alto rischio di insolvenza da parte dell’emittente. Bisogna, quindi, fare attenzione ai titoli che promettono guadagni troppo elevati, perché queste promesse, spesso, celano situazioni di difficoltà dell’emittente”.

Ma cos’è un titolo obbligazionario? E’ uno strumentofinanziario che rappresenta un credito del risparmiatore nei confronti dell’emittente. Acquistando il titolo l’investitore diventa creditore di quell’ente, che si impegna a pagare interessi periodici e a rimborsare il capitale, ad una scadenza prefissata.

Tutte le caratteristiche di ciascun prestito obbligazionario, quali la modalità di determinazione degli interessi, la frequenza delle cedole, la data di rimborso del capitale, vengono dettagliatamente descritte nel “Regolamento del prestito”. Uno dei primi punti da definire con certezza per analizzare un prestito obbligazionario è, dunque, la natura dell’ente emittente (ovvero l’ente di cui l’investitore diventa creditore) e stabilire con esattezza le condizioni del contratto.

“In passato, il risparmiatore italiano era più prudente.” – prosegue Zanoni –“Questo atteggiamento, in parte dovuto ad una caratteristica specifica dei risparmiatori italiani da sempre poco propensi al rischio, derivava anche dal fatto che lo Stato italiano garantiva elevati rendimenti sui titoli di Stato e non vi era dunque l’esigenza di strumenti finanziari alternativi.

Con l’ingresso dell’Italia nell’Euro, però, il rendimento di questi titoli si è ridotto, di conseguenza il risparmiatore ha iniziato ad avvicinarsi a nuove forme di investimento e ad inserire nel proprio portafoglio strumenti finanziari con un grado di rischio più elevato e con caratteristiche di difficile comprensione per i non addetti ai lavori”.

Questo processo è stato accompagnato da una costante evoluzione della normativa relativa agli investimenti, che ha dettato una serie di regole volte a tutelare il risparmiatore. Tuttavia, la sola normativa non può essere sufficiente a salvaguardare l’investitore. E’, invece, necessario un corretto processo di selezione degli investimenti, in base al rischio degli stessi. Accrescere la cultura finanziaria è il miglior strumento per evitare di incorrere in investimenti non coerenti con le proprie aspettative.