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Nata come strumento per prelevare il proprio denaro depositato sul conto corrente tramite apparecchiature ATM (automated teller machine), con il tempo la “carta di debito” o “carta bancomat” si è arricchita di numerose funzioni e modalità di utilizzo.

La maggior parte delle carte in circolazione, oltre alla funzione di prelievo, sono utilizzabili per il pagamento presso negozi, tramite terminali pos e possono essere utilizzate all’estero appoggiando su circuiti internazionali, come Cirrus Maestro o V-Pay. Tramite la carta molte banche consentono di effettuare ricariche telefoniche, pagamenti e versamenti di assegni grazie ad apparecchiature predisposte.

Per garantire un uso sicuro dello strumento, inizialmente le carte erano dotate di una banca magnetica per il riconoscimento presso il terminale. Oggi, invece, per limitare le frodi (clonazioni) sono equipaggiate di un microchip e di un PIN da digitare prima dell’utilizzo.

Le carte possono essere di “debito” o di “credito”. Il nome “carta di debito” (o bancomat) deriva dal fatto che la somma utilizzata viene prelevata dal conto corrente del cliente nella stessa data in cui l’operazione di pagamento viene eseguita.

La “carta di credito”, invece, consente di regolare il pagamento successivamente all’acquisto. Sulla carta sono riportati le generalità del titolare: numero della carta, scadenza e firma del titolare. Le carte di credito si dividono in tre categorie:

  1. Carta di credito “a saldo”: rappresenta la più comune carta di credito in Italia ed è offerta come servizio aggiuntivo all’apertura di un conto corrente. Consente il pagamento della merce acquistata in un’unica rata nel mese successivo, senza oneri finanziari aggiuntivi. Ad esempio l’utilizzo della carta per un totale di 600 euro nel mese di gennaio sarà addebitato sul conto corrente di febbraio.
  2. Carta di credito revolving: è una tipologia che consente di rateizzare il pagamento della merce acquistata. La rateizzazione comporta un costo aggiuntivo per l’acquirente, dovuto alla corresponsione degli interessi sul finanziamento.
  3. Carta di credito co-branded: viene emessa da una banca o istituto finanziario, in collaborazione con una terza azienda che ne facilita la distribuzione. Viene emessa da grandi negozi di distribuzione e da qualche società di calcio. Il funzionamento è lo stesso di una carta di credito.

Esiste, infine, la carta prepagata in cui lo spending (l’importo a disposizione del cliente) è quello precaricato sulla carta.

Cassa Padana, nella propria offerta, gestisce tutte le carte ad eccezione delle revolving, considerate uno strumento diseducativo in quanto inducono l’utente a pagare interessi che sfiorano il 15/20 per cento dell’importo utilizzato. Tale scelta è legata ad un uso responsabile e consapevole delle carte, da intendere come strumento di pagamento e non di finanziamento.

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Laura Simoncelli
Dopo il diploma di liceo scientifico, si laurea all’Univeristà Cattolica di Brescia nel 2004 in Lettere e Filosofia. Collabora con Fondazione Civiltà Bresciana e Bresciaoggi con stesura di articoli sportivi, cronaca e tempo libero. Dal 2004 al 2017 fa parte della redazione di popolis. E’ docente di italiano e storia presso le scuole medie e superiori

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