Brescia. Si ritroveranno nel giardino di Santa Giulia attorno alla pianta di kaki e di aoghiri o albero del parasole in giapponese, in ricordo delle tragedie atomiche di Hiroshima e Nagasaki, giovedì 6 e domenica 9 agosto. Tra le piante che sopravvissero ai bombardamenti ci furono un aoghiri o albero del parasole a Hiroshima e un albero di kaki a Nagasaki, i cui discendenti sono stati trapiantati anche nel cortile del Museo di S. Giulia a Brescia.

Il 6 e il 9 agosto 1945 le città di Hiroshima e Nagasaki, in Giappone, furono distrutte da due bombe atomiche con migliaia e migliaia di vittime e con conseguenze che fanno sentire la loro influenza di morte ancora oggi.HIROSHIMA

Il 6 agosto del 1945, Il B-29 Enola Gay dell’aeronautica militare statunitense sganciò la famosa “Little Boy” la bomba atomica che devastò la città di Hiroshima. Dopo soli 3 giorni, il 9 agosto seguì l’altrettanto letale “Fat Man”, su Nagasaki. Era l’inizio della follia atomica! Il numero delle vittime, solo per gli effetti immediati della bomba furono 200.000, poi ci furono le conseguenze delle radiazioni.Nagasaki

Non per ultimo gli effetti etici per la per l’utilizzo di armi di distruzione di massa. Le vittime erano tutti civili. Gli americani avevano messo a punto le bombe atomiche con l’aiuto sia del Canada che del Regno Unito. Il Progetto Manhattan era finalizzato alla costruzione di tali ordigni ancor prima che i nucleari tedeschi avessero completato gli studi commissionati da Hitler per la realizzazione di un’arma di distruzione di massa.

Per ricordare le insensate atrocità causate dalle armi nucleari e sottolineare l’anelito alla vita e alla pace di ogni essere vivente, è nato il progetto dell’Albero del kaki – Rinascita del tempo: come simboli di pace, gli alberelli nati dai semi della vecchia pianta di kaki di Nagasaki sono stati distribuiti in tutto il mondo e nella provincia di Brescia ce ne sono 40.hiroshima

L’aogiri, che è stato portato a Brescia dal signor Shōzō Tanaka, uno dei testimoni del bombardamento di Hiroshima, è stato messo a dimora il 6 agosto 2006. Ad ovest c’è un kaki (Diospyros kaki), l’albero delle sette virtù, figlio di quello sopravvissuto alla bomba al plutonio che ha annientato Nagasaki il 9 agosto 1945. Il kaki, spedito dal Comitato del Kaki Tree Project – Revive Time di Nagasaki, è stato messo a dimora tre volte: 21 marzo 2000, 8 aprile 2002 (trapianti falliti) e infine il 3 aprile 2008.kako

Dal 2005 Brescia Musei e il Comune di Brescia, tra il 6 e il 9 agosto, organizzano la commemorazione della distruzione delle due città giapponesi in conseguenza dei bombardamenti americani con la speranza che, senza armi atomiche, in tutto il pianeta le nuove generazioni possano crescere in pace e nel rispetto dell’ambiente.

Anche quest’anno il coordinamento bresciano “Kaki Tree Project” insieme al Comune di Brescia e a Fondazione Brescia Musei, per fare memoria di quanto avvenuto il 6 e 9 agosto in Giappone, si ritroveranno attorno agli alberi di kaki e aoghiri nel cortile di Santa Giulia (entrata da via Piamarta). Giovedì 6 agosto alle ore 18 nell’auditorium del museo di Santa Giulia Inizierà la cerimonia di ricordo, aiutati da riflessioni di Don Pierluigi Di Piazza, fondatore del centro di accoglienza “Ernesto Balducci“, i rappresentanti della scuola dell’infanzia di san Martino della Battaglia, il soprano Manami Hara e l’attrice Chiara Bazzoli. Inoltre giovedì 6 agosto, alle ore 8 al piazzale della stazione ferroviaria si dara vita ad un flash mob per un futuro senza atomiche.

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.