L’imminente Giornata Internazionale della Donna dell’8 marzo è un’occasione per il Club alpino italiano per evidenziare la consistente presenza di socie e la loro importanza nel mondo della montagna. Ma non è stato sempre così!

Nel 1863, anno della sua fondazione, il CAI era un’associazione esclusivamente maschile e solo agli albori del 1900, comunque in anticipo rispetto alla società civile, sono state ammesse anche le donne.alpinismo femminile

Ben più lungo, però, è stato il tempo necessario perché, anche nel mondo degli alpinisti e dei frequentatori della montagna facessero, e non senza fatica, il loro ingresso figure di donne scalatrici.

Ricordiamo, sul finire dell’Ottocento, la protoalpinista Alessandra Boarelli; nel primo periodo del Novecento Irene Pigatti; agli inizi degli anni Sessanta Silvia Metzeltin e Teresina Airoldi, per arrivare alle Nives Meroi dei nostri tempi, che ha scalato tredici delle quattordici vette sopra gli 8000 metri, tutte raggiunte senza l’uso di ossigeno supplementare e di portatori d’alta quota. Tutte donne che, nel variare dei tempi, hanno espresso elevate capacità alpinistiche e umane.

Da molti anni il direttore del CAI è una donna: Andreina Maggiore ricopre questa posizione dal dicembre 2010. Prima di lei Paola Peila, in carica per dieci anni, dall’ottobre 2010.Adamello

E’ donna oltre un terzo degli iscritti al Club alpino italiano: 110.127 su un totale di 311.134 soci (dato aggiornato al 31 dicembre 2016). Dunque il 35% del totale. Le regioni con più Socie in termini assoluti sono Lombardia con 28.868 su un totale di 85.982 iscritti (34% del  totale), Veneto con 18.376 su 51.865 (35%) e Piemonte con 18.094 su 50.199 (36%). Le regioni con più Socie in termini percentuali sul totale sono Campania (sono donne il 44% degli iscritti), Sardegna (42%), Alto Adige e Umbria (in entrambe il 41%).

“L’importante e crescente presenza femminile all’interno del Club alpino italiano rappresenta quel valore aggiunto che rende la nostra Associazione sempre più aperta al confronto e alla reciproca valorizzazione”, osserva il Presidente generale Vincenzo Torti. “Tutto il CAI, dalle Sezioni alla Sede centrale, è molto attento alla tutela sostanziale degli equilibri di genere”.

Numerose sono le Sezioni CAI che, a conferma di una diffusa sensibilità ed attenzione verso la componente femminile del Sodalizio, organizzano eventi dedicati. Tra essi ricordiamo: in Lombardia “Libereinvetta”, giornata da trascorrere in montagna per dire no alla violenza sulle donne, e, in Campania, “100 donne sul Matese, escursione organizzata da oltre ven’anni per avvicinare le donne alla frequentazione delle terre alte.

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.