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“A Casa Lontani da Casa” cambia volto: da progetto ad Associazione Onlus, volta a promuovere l’accoglienza dei malati e dei loro familiari. Per mettere le persone sempre al centro.

Guardare avanti, dare vita a qualcosa di nuovo. È stato questo il leit motiv che ha condotto alla trasformazione di “A Casa Lontani da Casa”, appena diventata una vera e propria associazione senza scopo di lucro per promuovere l’accoglienza dei malati e dei loro familiari.

Un cambiamento importante, un traguardo reso possibile grazie alla solidità di un progetto che, negli anni, ha saputo intercettare un bisogno reale: nato nel 2013 grazie all’impegno di quattro Onlus da tempo attive nel sostegno ai malati (PROMETEO, AVO Milano, LILT Milano, CasAmica) e al contributo di realtà come Fondazione Cariplo, TEVA e CreVal, A Casa Lontani da Casa è la risposta concreta al fenomeno della mobilità sanitaria, che in Italia coinvolge tra le 800 e le 900 mila persone ogni anno.

Nel corso degli ultimi tre anni, “A Casa Lontani da Casa” si è dotata di strumenti concreti per offrire un servizio che permettesse effettivamente ai pazienti di “sentirsi a casa” sebbene lontani dalla propria: è nato un portale dedicato,  è stato inaugurato un Info Point all’interno dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e attivato un call center (800.161952) attivo h24 grazie alla preziosa partnership di Gruppo Filo diretto, a disposizione degli utenti in cerca di alloggio.

leafletacldcL’importanza di questo progetto, del resto, è testimoniata dai numeri:
con 82 case di accoglienza, oltre 1.000 posti letto e, solo nel 2016, oltre 70.000 sessioni sul portale dedicato, 1.000 persone passate dall’Infopoint e più di 5.000 chiamate al numero verde, “A Casa Lontani da Casa” si conferma un punto di riferimento essenziale nell’ambito dell’ospitalità solidale.

Proprio il grande lavoro svolto in questi anni ha costituito la premessa per la recente costituzione giuridica di “A Casa Lontani da Casa Onlus”: una struttura che intende rispondere a un bisogno fondamentale: accogliere le migliaia di persone che ogni anno, insieme ai propri familiari, intraprendono un viaggio difficile, lontano dalla propria casa e dai propri affetti, spesso anche con notevoli difficoltà economiche.

“Le case di accoglienza si sono date questo assetto per testimoniare l’enorme sforzo che fanno sul territorio milanese e lombardo a sostegno di malati e loro familiari, e per avere uno strumento di miglioramento organizzativo e ampliamento della loro offerta –spiega Guido Arrigoni, Presidente dell’Associazione A Casa Lontani da Casa. Intendono con tutto ciò porsi come valido supporto a Enti Territoriali e Organizzazioni della Sanità per elevare la capacità di accoglienza del sistema lombardo di persone disagiate che vengono a farsi curare da lontano”.

Finora presente solo sul territorio milanese e nell’hinterland, A Casa Lontani da Casa
ha come obiettivo a breve termine quello di estendere la rete di accoglienza a tutta la Lombardia, ponendosi come modello positivo di solidarietà sociale da replicarsi anche in altre città, a partire da Pavia, Lecco, Bergamo, Brescia e Sondrio.

A sostegno del progetto, fin dalla sua nascita, anche Fondazione Cariplo: “Fondazione Cariplo fa filantropia con la passione per l’arte, la cultura, la ricerca scientifica, il sociale e l’ambiente – dice il Presidente, Giuseppe Guzzetti. Oggi è concentrata sul sostegno ai giovani, al welfare di comunità e al benessere delle persone, realizzando progetti insieme alle organizzazioni non profit. Dal ’91 ad oggi la Fondazione ha sostenuto oltre 30 mila iniziative donando 2,8 miliardi di euro.

I numeri sono fondamentali per comprendere la portata dell’azione della nostra attività filantropica, ma non dimentico mai di ricordare che il valore ancor più grande è quello dell’innovazione sociale che abbiamo saputo realizzare e delle tante storie di persone che hanno lavorato con noi o che hanno beneficiato dei progetti come nel caso di “A Casa Lontani da Casa”, un’iniziativa di grande importanza di cui siamo sostenitori fin dalla nascita condividendone in pieno lo spirito e gli obiettivi”.

Forte di un proficuo dialogo con le istituzioni cittadine, l’Associazione potrebbe beneficiare quest’anno, per la prima volta, di una sede concessa dal Comune di Milano, come recentemente dichiarato dall’assessore Pierfrancesco Majorino.

Oltre a promuovere l’accoglienza in altre città lombarde, la nuova realtà sta avviando importanti collaborazioni con alcuni poli universitari, al fine di creare un osservatorio permanente sul fenomeno della mobilità sanitaria in Lombardia.

Un progetto pionieristico, che permette non solo di mappare le dimensioni del fenomeno nella Regione ma anche, sulla base dei dati raccolti, di estendere l’accoglienza intervenendo esattamente dove il bisogno è maggiore.

 

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