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Isola Dovarese, Cremona. Di lui Paolo VI° disse: – aveva il passo troppo lungo e noi si stentava a tenergli dietro. Così ha sofferto lui e abbiamo sofferto anche noi. Questo è il destino dei profeti –

Proseguono gli incontri all’Oratorio san Giuseppe in Isola Dovarese, il prossimo in programma domenica 10 giugno alle ore 18, esplora il pensiero di don Primo Mazzolari, dopo più di secolo dalla nascita don Primo Mazzolari fa sempre parlare di se. Le sue idee e la sua vita oltrepassano i secoli della storia moderna e rimangono uno stimolo alla ricerca della pace.

L’ obiettivo che ci si pone e che gli organizzatori propongono, è unicamente quello di informare, sollecitare, interrogare, scuotere ed alimentare la sete di conoscenza, spaziando su diversi temi, offrendo momenti e spunti di riflessione e, perché no?, di confronto e dialogo. A ciascuno poi la verifica, la condivisione e la libera adesione all’offerta.

– Non poteva mancare l’appuntamento con una figura “sconcertante”, perché “vera”, di un uomo della nostra terra: don Primo Mzzolari – dicono gli organizzatori –  il “Parroco d’Italia” che Papa Francesco, il 20 giugno dello scorso anno, invitava a riscoprire meditando “…l’attualità del suo messaggio, che pongo simbolicamente sullo sfondo di tre scenari che ogni giorno riempivano i suoi occhi e il suo cuore: il fiume, la cascina e la pianura”-

Interverranno all’incontro: don Abele Buccellè parroco di Isola Dovarese, don Bruno Bignami presidente della fondazione don Primo Mazzolari e Walter Montini presidente della fondazione San Giuseppe.

Anni difficili quelli don Primo, vissuti a pieno delle proprie idee fanno di del prete di Bozzolo un esempio di fede e fedeltà alla pace, alla giustizia e al coraggio, quel coraggio dimostrato sempre anche quando in palio c’era la vita.Arrestato e poi rilasciato dopo l’otto settembre è costretto a entrare in clandestinità sino alla liberazione, per non finire per mani fasciste come don Minzoni.

Dopo guerra nel 1949 fonda il quindicinale Adesso nel quale canalizza tutto il suo impegno, lancia la difesa dei diritti dei salariati agricoli della sua terra, ma guarda anche ai “lontani”, è un prete del popolo che obbietta sugli atteggiamenti accomodanti della stessa chiesa, è un prete scomodo e disturbatore della quiete ecclesiale, un partigiano per sempre.

Che fa di don Primo Mazzolari un prete di frontiera, un uomo scomodo anche per la stessa chiesa sono le sue idee, il suo essere vicino ai poveri con un pensiero politico nel vero senso del termine e la sua ostinazione alla pace: – Un cristiano deve fare la pace anche quando venissero meno “le ragioni di pace”. Al pari della fede, della speranza e della carità, la pace è vera beatitudine quando non c’è tornaconto né convenienza né interesse di pace, vale a dire quando incomincia a parere una follia davanti al buon senso della gente “ragionevole”-

La voce di don primo Mazzolari ha echeggiato con coraggio da una piccola canonica tra le nebbie della pianura, idee cresciute tra la gente semplice, contadina; una voce profetica che ha gridato un secolo prima il pericolo dell’attuale situazione drammatica in cui scivola il mondo; forse aveva visto bene papa Giovanni XXIII che lo chiamava: “Tromba dello Spirito Santo della Bassa Padana“.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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