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Soncino, Cremona. nella sala conferenze della Filanda di Soncino, venerdì 6 novembre alle 21, con il monologo “A come Srebrenica” Roberta Biagiarelli ritorna al al 9 luglio 1995 l’armata serbo bosniaca attacca la Zona Protetta di Srebrenica e il territorio circostante. L’offensiva si protrae fino all’11 luglio 1995, giorno in cui le unità serbo bosniache entrano in Srebrenica. Seguono stupri, mutilazioni, esecuzioni di civili, sepolture di vivi. Ma il massacro di 9.000 civili di quella metà di luglio del 1995 è solo l’epilogo di una storia iniziata tre anni prima, una storia di Assedio.  Un’attrice sola sul palco per più di un’ora diventa narratrice e protagonista di una storia dove la Ragion di Stato e gli Interessi di Politica Internazionale hanno giocato a Risiko con la vita di decine di migliaia di persone. Questo spettacolo/ testimonianza ricorda le vittime e punta il dito sui carnefici: Aggressori e Aggrediti."A come sebrenica" di  Roberta Biagiarelli;Giovanna Giovannozzi;

 “A come Srebrenica”, più che uno spettacolo teatrale è la storia di una tragedia dei nostri tempi, nel 2015 vent’anni dopo per non dimenticare.

“Io sono nata in un paese davanti al mare…”, una donna, Roberta Biagiarelli, torna bambina scrutando l’orizzonte. “Cosa c’è dall’altra parte?” si chiede. Una domanda semplice, ma scopriamo che certe domande non ce le facciamo mai. O almeno, quella domanda non ce la siamo fatta, quando la risposta era una, e semplice: dall’altra parte del mare c’è una terra e una guerra.

Dicono: chi è sopravvissuto a Srebrenica non può dire di avere sentimenti in corpo, e chi non l’ha conosciuta non può dire di aver visto la guerra in Bosnia. È per questo che abbiamo voluto raccontare l’assedio e la caduta di Srebrenica.

“Oggi raccontare questa storia è sempre più difficile. Le parole rischiano di semplificare la complessità di ciò che è accaduto, di offendere il dolore di molti: semplicemente abbiamo tentato di dare una voce agli eventi, di infilare tra le tante cose dette e taciute il nostro sguardo.” racconta Roberta Biaggiarelli, attrice, autrice, documentarista, progettista teatrale, che dal 1998 rappresenta in giro per l’Italia, e l’Europa, questo monologo teatrale.srebrenica

Il volontariato soncinese, con il supporto del Gruppo Fabio Moreni e il patrocinio del Comune di Soncino, ha voluto proporre il monologo teatrale “A come Srebrenica”, un’intensa e toccante testimonianza, nel ventennale del genocidio di Srebrenica, perché dopo tutti questi anni sembra che il conflitto dei Balcani, i nostri vicini di casa, possa essere percepito come risolto. Tutto invece è ancora aperto, immobile, cristallizzato dentro ad un presente fatto di macerie lasciate sul campo, politiche, istituzionali, economiche, di relazioni sociali complesse.

“I media recentemente hanno fatto per più volte riferimento a Srebrenica, ma sfido l’opinione pubblica italiana a spiegarmi che cosa sia realmente avvenuto a Srebrenica nel luglio 1995, di ce Roberta. La maggior parte degli italiani ignora quella cittadina della Bosnia orientale e spesso si tende a liquidare quella guerra come un conflitto fratricida, compiendo un atto di semplificazione. Invece è una guerra che ci riguarda molto da vicino.”

 

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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