Domenica 1 marzo 2009 è partita la quarta missione Cassa Padana in tre comunità messicane per diffondere e sostenere i principi del credito cooperativo nella terra sudamericana. Qui di seguito il diario di bordo di Flavia Vighini, tra i protagonisti del viaggio insieme ad Ivan Ravanelli ed Angiolino Mor, la delegazione di Cassa Padana.

Mercoledì 4 Marzo 2009
Caja Hipodromo è una delle casse di credito più consolidate dello Stato di Durango. E’ composta da 6 filiali, 77 dipendenti e 35 anni di esperienza ed è la cassa di dimensioni superiori che ha firmato l’accordo quadro con Cassa Padana. Infatti Caja Solidaria Poanas ha solo due sportelli, mentre a San Bernardino una cassa vera e propria deve ancora nascere.

Caja Hipodromo negli ultimi anni è cresciuta moltissimo in volumi e soci, per questo motivo nella scorsa missione era stato fatto notare che, con una crescita così repentina, il rischio che si poteva correre era quello di perdere di vista la funzione sociale della banca sia verso i soci, sia verso il territorio. Oggi abbiamo incontrato la vicedirettrice che ci ha mostrato con soddisfazione la stampa del loro primo bilancio di coerenza con la missione sociale, un opuscolo inviato a tutti i soci e ideato a partire dal nostro bilancio di coerenza con l’articolo2.

Il bilancio di missione sociale è sicuramente migliorabile, ma la loro intenzione, per i prossimi anni, è quella di investire le risorse non solo a favore dei soci, ma anche del territorio, con progetti per la riforestazione e l’ecologia. Abbiamo parlato anche con il Revisore Interno, discutendo il tema del controllo dei rischi. In questo momento stanno facendo, proprio come noi, una mappatura dei rischi operativi e sarà utile mettere a confronto, una volta terminato, il lavoro di entrambi. Inoltre è stata spiegata l’utilità di creare degli indicatori che costantemente tengano monitorato il rischio sui crediti in quanto attualmente non ne dispongono e, con la crescita costante che stanno registrando, questo rappresenta una notevole esposizione ai rischi stessi.

Nel pomeriggio ci siamo recati alla falegnameria della comunità di San Bernardino che si trova a Durango città. Inizialmente non volevo vedere le foto crude del posto (scattate nella scorsa missione da Angiolino, Ivan e Letizia), non volevo rovinare l’incanto che avrei provato nel vedere la natura incontaminata, la meraviglia di un luogo ancora vergine. Ma, ahimè, non ho saputo resistere… Ciò nonostante, penso che rimarrò ugualmente a bocca aperta e qualcuno dovrà darmi un pizzicotto per far uscire la mia testa dalle nuvole del Messico!

Giovedì 5 Marzo
Oggi abbiamo dedicato quasi tutta la giornata alla preparazione degli interventi informativi di domani a San Bernardino. Chema, un rappresentante della Segreteria dello Sviluppo Sociale del Governo di Durango, ci ha portato del materiale affinchè cominciassimo a preparare i cartelloni che ci saranno d’aiuto durante l’esposizione dei nostri concetti. Una parte della gente di San Bernardino è analfabeta, mentre molti sono coloro che hanno una scolarizzazione bassa. Pennarelli alla mano, ci siamo sforzati di rappresentare con dei disegni semplici il concetto di cooperativa di risparmio e prestiti. Abbiamo dovuto fare degli sforzi di fantasia, ma il risultato sembra buono!

Nel pomeriggio siamo tornati alla falegnameria per incontrare le nuove autorità della comunità di San Bernardino: gli abbiamo spiegato che, con l’appoggio del Governo di Durango, si pensava di aprire uno sportello a San Bernardino, che raccogliesse i loro risparmi e permettesse di concedere crediti ai meritevoli. La cassa sarebbe totalmente gestita da loro, democraticamente, secondo i principi cooperativi. Ci hanno risposto che avalleranno il nostro progetto e che ci seguiranno durante le riunioni! Questo sarà un segnale molto positivo per la gente, il fatto di vedere che le autorità del posto appoggiano l’idea della cassa dovrebbe aumentare il livello di fiducia e quindi il consenso per la costituzione di un comitato promotore!

Abbiamo deciso con Chema che, alla fine di ogni riunione, raccoglieremo una dichiarazione scritta di impegno da parte di chi, liberamente, vorrà costituire il comitato promotore. Quando finalmente ci sarà questo comitato verrà eletto un consiglio di amministrazione, un organo di controllo ed il direttore della cassa. Verranno raccolte le domande di ingresso di nuovi soci, si comincerà a raccogliere i risparmi e si concederanno nuovi prestiti e sarà un volano per lo sviluppo, l’arricchimento della comunità.

Già alcune persone avevano manifestato idee imprenditoriali: un gruppo di donne voleva aprire un negozio di scarpe prodotte da loro, un altro gruppo voleva aprire una piccola forneria, mentre altre comunità indigene che dispongono di gran quantità della materia prima “legno” praticano la riforestazione. La cooperativa di credito dovrebbe tutelare proprio lo viluppo sostenibile di questo luogo, un concetto che appartiene ai principi della cooperazione e da loro già metabolizzati.

In altre comunità, dove non è stata creata una falegnameria in forma di cooperativa, il legno viene invece venduto ad esterni che lo commissionano senza alcun rispetto per i ritmi della natura, rovinando coì buona parte degli habitat naturali.

Domani mattina sveglia alle 5 e si riparte – in macchina!- per San Bernardino….