Mi scrive A.K., femmina, mamma di A. e N.

grafo_A.K.

La grafia della Mamma risulta, pur nell’ansia inevitabile in questa situazione, dotata di grande armonia interiore: segno che, all’idea di affrontare decisioni, pensa e ripensa i “pro” ed i “contro”, prima di tutto per gli altri, poi per sé. Il che è encomiabile.

L’analisi dei disegni e delle grafie indica che A. (il maggiore) è molto più fragile di N. Infatti, ha in sé una scarsa fiducia, un timore quasi reverenziale nel confronto del mondo degli adulti, a cui a volte si ribella in modo reattivo, nervoso. Sarà quello che maggiormente risentirà della mutata situazione.

N. è più forte, più “caciaroso”, aggressivo anche lui, ma per irruenza, non per nervosismo.

Per entrambi, anche se a livelli diversi, il cambiamento di abitudini e di habitat può essere molto negativo.
Meglio sarebbe, come ho suggerito anche in un recente articolo pubblicato da Popolis, che restassero nella casa che hanno conosciuto, con i loro rituali e le loro abitudini e che fossero i genitori ad alternarsi.

Il figlio maggiore va, comunque, rassicurato e seguito in modo capillare; il secondo va seguito anch’esso, ma in modo più leggero.

Entrambi hanno BISOGNO di sorrisi e di gioco.
 Ma so che è molto difficile che i genitori riescano a sorridere, in certe situazioni.

Vi sono alcune regole/base da osservare, sempre e comunque, in ambito di separazione, per rendere meno pesante la situazione.
Mi permetto di ricordarle:
– Una comunicazione EDUCATA, tra coloro che diventeranno ex coniugi (ma che restano, comunque, genitori con doveri). Sono convinta che la buona educazione possa aiutare nel non far soffrire i bambini.
– Si evitino assolutamente le litigate, le piazzate, gli insulti, soprattutto a portata di orecchie e di occhi dei figli. Sono già abbastanza provati, senza dover sentire e vedere le due persone a cui vogliono il bene più grande lacerarsi con aggressività e non rispetto reciproco.
– Si eviti di esprimere giudizi negativi, ai figli, sull’Altro. Es: “E’ stato tuo padre che se ne è andato”…”Se tua madre non mi avesse mandato via…” “Se quello stupido di tuo padre non avesse…” e così via. E’ abbastanza facile che il risentimento venga a galla: ma i figli non c’entrano e non debbono essere portati a disprezzare l’una o l’altra delle figure genitoriale.
– Si abbia la compiacenza, alle ricorrenze personali, come i compleanni dei figli, prima Comunione, Cresima, di condividere una pizza tutti insieme, se possibile SORRIDENDO.

Anna Grasso Rossetti
Dopo l'insegnamento mi sono dedicata alla libera professione di: psicologa, perito grafico, esperto del segno presso i Tribunali, docente di psicologia della scrittura, di comunicazione fattiva e tecniche di rilassamento, consulente in Sessuologia, psicologa dello Sport. Sono iscritta al Collegio Lombardo Periti Esperti e Consulenti.