«Ero ancora bambina, quando, nelle valli che si estendono a sud di Legnago, vennero alla luce delle tombe romane. Mi sembrava racchiudessero la storia di misteriosi antichi popoli e fui felice, quando, per le mie insistenze, potei avere un vasetto di vetro verde; non permisi fosse lavato, perché volevo rimanesse come era stato trovato. Da quel vasetto che ancora conservo, e da quella passione di bambina ebbe origine il museo”.

Fondazione Fioroni
Fondazione Fioroni

E’ uno stupore continuo il sentimento che accompagna la visita del museo Fioroni di Legnago. Non solo per la quantità e la qualità dei reperti raccolti in cinquant’anni di intenso lavoro, dal 1920 al 1970, con in mezzo la seconda guerra mondiale. Non solo per l’impegno profuso a rintracciare i resti di una Legnago scomparsa, di una fortezza imponente della Repubblica di Venezia e del Quadrilatero, che per secoli aveva scandito i ritmi della vita comunitaria.

Ma soprattutto per la scoperta della donna che c’è dietro questo gioiello della bassa veronese. Una donna incredibilmente poco conosciuta e studiata in Italia.

Storica, archeologa, ceramologa di valore, filantropa generosa e attenta nei confronti della sua amatissima città d’adozione, Maria Fioroni era nata in Toscana nel 1887 e svolse la sua intensa attività di ricerca da autodidatta, tra le quiete stanze del palazzo di famiglia che a partire dai primi anni ’30 trasformò lentamente in un museo dedicato a raccontare la millenaria storia di Legnago.

Maria Fioroni (Sanremo 1905)
Maria Fioroni (Sanremo 1905)

Da quel vasetto verde in poi, Maria non si fermò più. A partire dagli anni ’20 iniziò sistematiche campagne di ricognizione e di scavo archeologico nella pianura veronese individuando siti di fondamentale importanza e recuperando preziose testimonianze archeologiche, altrimenti disperse dalla massiccia meccanizzazione che, soprattutto nel secondo dopoguerra, stravolse irrimediabilmente gli assetti ambientali e paesaggistici della pianura veronese.

Nel secondo dopoguerra, dopo aver ricostruito il palazzo di famiglia bombardato nel 1944 e aver riallestito il museo – arricchendolo con le collezioni di ceramiche legnaghesi scoperte nel 1947-1948 – assieme alla sorella Gemma, maturò l’idea di dar vita a una fondazione che preservasse l’immenso patrimonio raccolto, mettendolo finalmente a disposizione della città.

Il 15 luglio 1955 alla ‘Fondazione Museo Fioroni non ancora costituita e che sarà riconosciuta con decreto del Presidente della Repubblica il 9 febbraio 1958 donò le sue intere collezioni e buona parte del patrimonio per il mantenimento del museo.

Maria Fioroni (Biblioteca 1965)
Maria Fioroni (Biblioteca 1965)

E nel 1959 decise di creare a Legnago una biblioteca pubblica, una delle prima in Italia che venne inaugurata nel 1964, che è ancora attiva e che quest’anno festeggia 50 anni di vita. La dotazione libraria iniziale era di circa 6.000 volumi, suddivisi nei vari rami del sapere, dalla storia all’economia, dalla letteratura alle discipline tecniche; in questi confluirono i circa 2.500 volumi della biblioteca storica di Maria Fioroni.

Ma a rendere veramente all’avanguardia questa biblioteca pubblica era la sala di ascolto, dotata di due giradischi, due amplificatori, sei cuffie, con una selezione di dischi non solo di musica classica, moderna, operistica, di folklore, ma anche incisioni dei più noti attori del teatro italiano.

Oggi il museo raccoglie collezioni di armi medievali, ceramiche antiche e rinascimentali, un museo archeologico , un lapidario fra frammenti di epigrafi e lapide trovate in riva all’Adige ma anche fra le rovine dei bombardamenti. C’è anche un’importante raccolta di cimeli risorgimentali che è certamente dei più suggestivi esempi di casa-museo in Veneto.