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Nizza (Francia) – Lo avevo regalato a mio marito per il primo anniversario di matrimonio, quindi un anno fa: un viaggio nella Francia del Sud, sulla calda Costa Azzurra. Un itinerario già percorso, da piccola, con i miei genitori e di cui mi è sempre rimasto un ricordo bellissimo, ma ormai sfuocato.

Da quelle immagini un po’ sbiadite nella memoria, la voglia di ritornare in quei luoghi e riassaporare tutti i profumi, i colori e le atmosfere così raffinatamente francesi che mi hanno sempre tanto attratto. L’idea era di partire in primavera, con il profumo dei fiori e con i campi freschi di lavanda, ma il caso (ad ottobre dello scorso anno, infatti, mi sono accorta di aspettare la mia piccola Elena e sono iniziate le nausee) ha voluto che ci tornassi in pieno inverno.

Siamo così partiti un freddo venerdì dello scorso Dicembre da Desenzano: direzione Nizza, dove alloggiamo. Sorpassato il confine Italia- Francia ci troviamo nel bel mezzo di una bufera di neve, quando arriviamo a destinazione il paesaggio è completamente imbiancato.

Mi rendo conto che è la prima volta in vita mia che trovo in una località di mare con la neve. Il nostro albergo si trova proprio sulla meravigliosa Baia degli Angeli: un lungo mare lunghissimo che abbraccia l’intera città. La città della vittoria, come il ricorda il nome stesso che deriva dalla dea Nike, è fondata dai Greci Focesi nel IV secolo a.C per essere poi colonizzata dai romani, passare sotto il governo dei Conti di Provenza e divenire definitivamente francese per mano di Cavur.

Città natale dell’eroe dei due mondi, Garibaldi, a cui è dedicata una bella piazza ad architettura piemontese, Nizza diventa meta invernale di molti re e regine in cerca del clima mite della località per svernare ed è meta di artisti del calibro di Cesanne, Van Gog e Matisse e di illustri scrittori, tra cui Hamingway e Tomas Mann, ammaliati della atmosfere provenzali del posto. La città di Nizza diventa così negli anni sempre più elegante, plasmandosi con edifici in stile belle èpoque misti a paesaggi di gusto esotico, come mostrano i folti palmeti, canne ed eucalipti portati direttamente dall’Australia che popolano il lungo mare.

La prima caratteristica che mi balza all’occhio e la chiara impressione che la città sia come nettamente divisa in due: la parte nuova, lussuosissima, con lunghi viali lastricati di marmo che espongono le griffe più in voga, gioiellerie e ristoranti; e quella vecchia, un vero e proprio dedalo di stradine e viuzze in mattoni che degradano verso il mare. Due volti totalmente differenti, due anime in una stessa città: la parte nuova mi ricorda i viali più eleganti di Roma e Firenze, mentre la parte vecchia mi fa rivivere tanto le atmosfere dei barrios e le stradine ciottolate della Juderia di Cordoba, dove ho passato un anno da Erasmus nell’ormai lontano 2000.

La sera stessa decidiamo di cenare in uno dei tanti bistrò che popolano la parte nuova della città: c’è solo l’imbarazzo della scelta perché, come in un francesce Trastevere, i locali si susseguono uno incollato all’altro. Ci gustiamo un’ottima cenetta ed il mattino seguente siamo in piedi, alla buon ora, per visitare la città vecchia. Scendiamo in direzione del mare per infilarci nelle viuzze che ci portano al coloratissimo mercato dei fiori dove, oltre ai fiori, si trovano immense quantità di sapori, sali e spezie provenzali di ogni genere. Percorriamo tutto il mercato fino alla fine dove ci aspetta una bella salita che ci porterà direttamente all’antica acropoli, dove oggi sorge il Castello.

Fa piuttosto freddo ma ci scaldiamo nel salire e quando arriviamo sulla sommità ci si apre una vera e propria visione: tutta la Baia degli Angeli è illuminata dal sole, il paesaggio è terso e da qui ci godiamo dall’alto la bella Nizza, le sue cupole, le piazze, il mare con il porto dei pescatori ed il lungo cammino pedonale popolato da ragazzi in bicicletta ed amanti del footing. Non c’è che dire la città della Vittoria è veramente stupenda, anche d’inverno!

Prossima destinazione: Saint Paul de Vence

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Laura Simoncelli
Dopo il diploma di liceo scientifico, si laurea all’Univeristà Cattolica di Brescia nel 2004 in Lettere e Filosofia. Collabora con Fondazione Civiltà Bresciana e Bresciaoggi con stesura di articoli sportivi, cronaca e tempo libero. Dal 2004 al 2017 fa parte della redazione di popolis. E’ docente di italiano e storia presso le scuole medie e superiori

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