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Brescia. Da poco in libreria “A passo sospeso” dove l’autrice Viviana Filippini offre una chiave di lettura dell’installazione The Flaoting Piers, il progetto di Christo e Jeanne-Claude che nei prossimi giorni porterà il lago d’Iseo al centro della Land Art internazionale. Un’installazione che già ha occupato le pagine di Popolis, sia portale che mensile, sviscerando l’idea e il linguaggio delle opere di Christo e Jeanne-Claude e della loro affascinante vita insieme. Un’espressione d’arte moderna che prosegue ancora oggi indissolubile anche dopo la dipartita di  Jeanne-Claude.libro

Popolis ha incontrato l’autrice:

Viviana cosà ti ha affascinato: la Land Art, la loro vita insieme ed ora la solitudine di Christo o la loro concezione di arte?

Uno degli aspetti che mi ha affascinato di Christo e della moglie è l’accuratezza per la ricerca del dettaglio e lo studio accurato di ogni minima componente costitutiva compiuta per ogni lavoro artistico. Fin dalla progettazione Christo mette in chiaro e definisce, e lo si nota guardando i diversi disegni preparatori, ogni singola componente che andrà a comporre l’allestimento. In queste tavole disegnate e dipinte si trovano indicazioni su misure, posizionamento nello spazio, tipo della consistenza del telo da usare, particolari sul colore scelto, tipologia delle funi usate per l’ancoraggiodell’opera.The Floating Piers rid

Tutto questo evidenzia come l’artista bulgaro non lasci mai al caso quello che fa. Il suo modo di creare è certosino e questa finezza per la cura di ogni minimo dettaglio sottolinea la professionalità e la volontà di raggiungere la massima perfezione artistica nel dare forma ai propri sogni. Per Christo e Jeanne Claude, ogni opera compiuta è un sogno che diventa realtà e nel caso della passerella d’Iseo un vero e proprio gesto d’amore per l’amata moglie scomparsa.

La Land Art è un movimento artistico affascinante che ha portato l’arte fuori dalle gallerie e ha reso il paesaggio opera d’arte concreta, però Christo anche se ha qualcosa in comune con tale movimento artistico, in realtà si differenzia da esso. Il motivo? Christo interviene sul paesaggio, lo modifica e lo rende parte integrante dell’opera d’arte, poi una volta finita l’esposizione tutto viene riportato allo stato pre-allestimento.Christo & Jeanne-Claude

È accaduto per la Kunsthalle in Svizzera nel 1958,  al Pont Neuf di Parigi nel 1985, al Central Park di New York con The gate. Lui modifica, ma poi riporta alla conformazione originaria. La Land Art invece compie interventi permanenti sullo spazio, cambiamenti che rimangono per sempre. Non a caso le opere restano e vengono modificate, modellate e logorate dal tempo, come il Double negative di Hezier.

Per quanto riguarda il valore della solitudine dell’arte, ho trovato diverse dichiarazioni di Christo e della moglie in relazione al fatto che le loro opere erano e sono la materializzazione dei loro sogni creativi. Forse solitario è il processo creativo, ma l’allestire in un luogo dove tutti possono poi vedere e “vivere” l’opera, dal mio punto di vista è voglia di condividere con gli altri un’esperienza personale.christo by Wolfgang Volz

La scelta del titolo

A passo sospeso perché Christo (con la acca nel nome) ci permetterà di provare a camminare selle acque. Per tale ragione i nostri passi saranno sì poggiati sulla passerella rivestita dal telo giallo dalia, ma allo stesso tempo saranno sospesi perché il ponte che collegherà  Sulzano a Monte Isola e quest’ultima all’isoletta di San Paolo fluttuerà sulle acqua del Sebino.

Di cosa parla il libro? Della loro arte o dell’idea del Floating Piers

A passo sospeso, edito dalla Temperino Rosso di Brescia, è un viaggio dentro all’arte, alle opere e alla vita di Christo e della moglie, ma non è solo questo. Le 108 pagine cercano di descrivere con un linguaggio didattico e divulgativo il mondo di questo artista. Una parte del testo presenta la genesi di The Floating Piers, dai primi progetti degli anni Settanta, passando ai tentativi di realizzazione compiuti da Christo e dalla moglie che per ben due volte (negli anni Settanta  in Argentina e nel 1995 in Giappone) si videro del tutto impossibilitati nella realizzazione del loro progetto, rimasto incompiuto fino al 2014.The Floating Piers,

Tra le pagine racconto come è nata la ricerca del posto ideale per la realizzazione della passerella, l’ingente quantità di studi, prove tecniche e materiale che è stato utilizzato per la sua realizzazione. Non mancano parti dove evidenzio quanto l’artista bulgaro fosse poco conosciuto nel nostro territorio e a ancora oggi, a pochi giorni dal completamento della passerella mi rendo contro che non tutti sanno chi è Christo. L’intento di A passo sospeso è proprio quello di dare informazioni sul performer e sul suo geniale universo creativo, partendo dal progetto del ponte a Iseo per passare poi a quello che definirei un cammino dentro alla sua produzione artistica dalla fine degli anni Cinquanta del Novecento, arrivando ad oggi.christo

L’intento è quello di far conoscere al lettore come Christo ha cominciato come artista, come ha realizzato le sue opere, con che cosa, con l’aiuto di chi e il significato che esse assumono. Un valore spesso metaforico che non è sempre di immediata comprensione e ne è un esempio The iron curtains, (la cortina di ferro): un muro di barili eretto in rue Rivoli a Parigi alla fine degli anni Cinquanta, inizio Sessanta.

Nel libro c’è anche una parte dedicata alla Land Art e l’ho inserita per spiegare le caratteristiche che ha quella corrente artistica alla quale spesso Christo viene paragonato. Questa scelta è stata fatta perché Christo non è un esponente della Land Art, nel senso che lui modifica sì il paesaggio naturale durante la fase di preparazione e di messa in mostra dell’opera, ma poi, quando al termine l’allestimento viene smontato, il paesaggio – in questo caso il lago d’Iseo-, tornerà ad essere quello di prima.Christo & Jeanne-Claude

Cosa ti ha lasciato entrare nell’intimità di due artisti eclettici come loro?

La prima volta che mi sono imbattuta in Christo ero adolescente, al liceo artistico, per un certo periodo per me fu solo un nome associabile al telone arancio della Valley Curtain a quelli bianchi di Running Fence. Il nome è rimasto lì sopito fino ai tempi dell’università, quando ho cominciato ad interessarmi in modo maggiore alle arti performative e ai movimenti artistici post anni Cinquanta, dalla Pop art in  poi.  Per la stesura di questo libro ho messo assieme quello che ho raccolto nel tempo.

Dare forma a A passo sospeso è stato come entrare nel mondo di Christo e Jeanne Claude, scoprendolo piano piano, tassello per tassello. La cosa che mi ha colpito in loro  è forza del legame che li univa, una relazione lavorativa e sentimentale nella quale la passione, l’amore, la creatività e la voglia di non smettere mai di credere nei sogni sono le cosanti del loro rapporto umano e artistico e credo che questo sia uno degli insegnamenti e consigli che il duo ci vuole consegnare.

Gli appuntamenti di Viviana Filippini per presentare il libro:

9/6 Monte Isola (biblioteca di Carzano) ore 20,30

10/6 Libreria Ferrata ore 18,30 (corso Martiri della libertà- Brescia)

14/6 Caffè letterario Eden, ore 18, Iseo (Piazza Garibaldi)

15/6 Libreria Università Cattolica, ore 18 (via Trieste, Brewcia)

16/6 Libreria Punto Einaudi ore 18,00 (via della Pace, Brescia)

17/6 Bookstoop caffè ore 18,00 aperitivo letterario(via Leonardo da Vinci, Brescia)

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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