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Pescarolo ed Uniti (Cremona) – La Parrocchia di Pescarolo ha celebrato con tanta partecipazione la ricorrenza della Natività della Beata Vergine Maria, nella chiesetta “familiarmente chiamata del Lazzaretto”, nella giornata di domenica 8 settembre, inaugurando così anche la nuova illuminazione e la nuova teca in vetro, nella quale è stata sistemata l’immagine di Maria Bambina.

Molto soddisfatto il celebrante Don Pedro per la partecipazione di tante persone con tanti bambini che, alla fine della Messa, Don Pedro ha radunato attorno alla teca per una preghiera e la loro consacrazione a Maria Bambina. Don Pedro ci offre una loro testimonianza: “Prendendo spunti riportati in una nota, che alcuni nostri storici ci hanno tramandato, cercheremo, oltre a dare un po’ di storia, di dare risposte a due quesiti: anzitutto il perché del Lazzaretto e dove si trovava in precedenza questa culla, considerato che alcuni anni fa, andarono dei volontari a prenderla in prestito“.

Relativamente al nome della cappella dobbiamo risalire alla peste del 1630 che causò la morte di due terzi della popolazione che, ammalata, veniva ricoverata in una piccola cappella che fungeva da ospedale e venivano assistiti da una confraternita, nata proprio in quel periodo e chiamata “la confraternita del Lazzaretto”, che assicurava i sacramenti ai moribondi e la sepoltura dei morti. Per superare il problema igienico, dovuto al fatto che il cimitero della chiesa era in parte occupato da tumuli di famiglie ricche o congregazioni, nacque così un altro cimitero nel broletto attiguo al Lazzaretto, dove i morti venivano sepolti in fosse comuni, con unica distinzione una croce in legno o in ferro. La confraternita dopo la peste continuò nella sua opera di pietà cristiana e, con il passare degli anni divenne importante al punto che i suoi reggenti il 12 dicembre del 1703 posavano la prima pietra dell’attuale chiesa dedicandola a Maria Vergine di Loreto.

La chiesa è in tardo stile barocco, elegante e sobria nella sua linea architettonica. Il bellissimo altare, in marmi policromi, venne realizzato dalla Confraternita, nel 1765 che, ormai riunitasi in società, divenne “Società della B.V. del Suffragio” e l’oratorio divenne l’Oratorio del Suffragio.

I lasciti di alcuni devoti, apprendiamo sempre dalla nota, consentirono di fondare una cappellania vitalizia all’altare di detto Oratorio e il cappellano aveva lo specifico compito di celebrare Messe. Con l’incameramento dei beni e la soppressione delle congregazioni, iniziò un periodo di decadimento della chiesetta, che venne poi usata come chiesa centrale, dopo l’incendio dell’allora chiesa grande il 3 novembre 1908.

Della Maria Bambina si sa molto poco, tranne che si trovava in una nicchia del muro e racchiusa in una teca di legno. In occasione di lavori di ristrutturazione, la nicchia venne coperta da un confessionale e la Maria Bambina venne lasciata in Sagrestia. Fu Dialma Marazzi, una signora disabile che dedicava il suo tempo alla chiesa e con particolare amore verso i bambini, a prendersi cura della sua conservazione.

Oggi, su iniziativa del nuovi parroci, nonostante i soldi siano pochi e i problemi tanti, grazie al volontariato e alle offerte dei fedeli, la Maria Bambina è stata rimessa in ordine e verrà sistemata nella sua nuova teca di vetro sull’altare di San Luigi, alla sinistra dell’altare centrale.

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