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Brescia – Due giugno, festa nazionale. Pare che ci sia stato tempo in cui le motivazioni fossero altre, per ritenere tale data del tutto particolare.

Era considerata l’anniversario della dipartita di Giuseppe Garibaldi (1807 – 1882), come lo sarebbe pure ora, a prescindere che qualcuno ne tenga, in serbo o meno, l’intenzione di una manifestazione commemorativa, dedicata a questo noto personaggio, fra l’altro, protagonista dell’epopea risorgimentale.

Il cambio istituzionale, in favore dell’assetto repubblicano, sembra abbia occupato la scena a chi, nel riconoscimento rivolto alla sua persona, è il più monumentalizzato fra le vie, le piazze e le contrade italiane, tanto da aver pure suscitato l’ironia di una possibile visione caricaturale, tradotta nell’affermare di un dato stabile che “qui non soggiornò mai Giuseppe Garibaldi”, discostandosi, in questo modo, da quelle numerose lapidi che, invece, decantano, in altrettanti luoghi ed in pari strutture, le epigrafi, di fatto, celebrative dell’illustre generale, ospite in un tal immobile, piuttosto che pure in un altro ancora, ivi capitato, lungo il dipanarsi avventuroso delle gesta protese all’unità nazionale.

La memoria di tale percepita ricorrenza riaffiora storicamente fra le testimonianze delle giornate nelle quali era consuetudine farne lo sfondo collettivo d’allora, quando, ad esempio, “La Sentinella Bresciana” del 3 giugno 1920 ne riassumeva il duplice tenore, relativo, cioè, allo sdoppiamento di sede interessante il medesimo intento connesso, in due località fra loro lontane, ad esprimersi nell’ambito di una rispettiva manifestazione: “La commemorazione di Garibaldi sul Gianicolo e a Caprera. Roma, 2 giugno. Oggi, in piazza Venezia, a cura della Federazione dei Reduci della Grande Italia si formò un corteo che si recò al monumento di Garibaldi sul Gianicolo. Presero parte al corteo che era preceduto da un plotone di guardie municipali e dalla banda comunale, molte associazioni con bandiere. Al monumento parlarono parecchi oratori, fra cui l’on. Pais Serra. Durante i discorsi giunsero in automobile il generale Peppino Garibaldi col fratello Ezio.

La Maddalena, 2 giugno. Per commemorare la morte di Giuseppe Garibaldi sono giunti a Caprera il Regio Commissario, Cangemi, le società locali, le logge massoniche e le scuole con bandiere, le rappresentanze militari con corone, preceduti dalla musica della Regia Marina e della musica cittadina. Le rappresentanze sono state ricevute da donna Francesca e da donna Clelia Garibaldi ed hanno deposto le corone sulla tomba dell’eroe. Hanno pronunciato applauditi discorsi l’ammiraglio Mola, il regio commissario Cangemi, il capitano della Marina, Alia, ed il Capitano dell’Esercito, Gama. La commemorazione è riuscita semplice e commovente”.

Un biennio dopo, giunti, secondo un’altra annata, ai quarant’anni dopo la morte di Garibaldi, la giornata in questione cadeva di venerdì, come sarebbe pure capitato nove lustri dopo, quando, a distanza di tempo e nel riequilibrio dei fatti assimilati alla sintesi di correlati riferimenti, certi particolari, anche locali, qui si compongono in un raffronto fra un prima ed un dopo, circa il due giugno, data che si presta ancora istituzionalmente, nel merito di un modo diverso, ad una propria caratterizzazione.

A margine di questa ricorrenza, “La Sentinella Bresciana” di sabato 3 giugno 1922 interveniva sul tema, documentando che: “In memoria di Garibaldi. In occasione del quarantesimo anniversario della morte di Garibaldi, il Municipio, il Circolo Popolare Garibaldi e l’Associazione Repubblicana hanno deposto davanti al suo monumento tre magnifiche corone di fiori. I garibaldini superstiti, nella loro fiammante camicia rossa, hanno fatto tutto il giorno la guardia d’onore al Monumento. Per tutto il giorno e specialmente la sera, la popolare piazza è stata affollata. Non si è tenuto però il solito concerto”.

Oltre alle note musicali, non estranee a valorizzare, con una cornice artistica, questo tipo di evento, nelle edizioni di altre circostanze ad esso coincidenti o similari, pare che, il ricordo della morte di Garibaldi, fosse sotteso anche al tenore di ampi ideali, liberi dai meri confini nazionali, che erano evidenziati, ad esempio, pure in considerazioni chiuse in formali registri letterari, da abbinare alla solennità di un giorno in cui riassumere, nella simil natura di un discorso, quelle analoghe ispirazioni che, nei decenni a venire, si sarebbero espresse nel taglio di un appuntamento con ciò che può condurre la figura dell’Eroe dei Due Mondi all’evocazione di alcuni aspetti valoriali, comunque, ritenuti fondamentali: “2 Giugno. L’anniversario della morte di Giuseppe Garibaldi, mentre da lui ci allontana nel tempo, a Lui sempre più avvicina nel campo delle più alte aspirazioni dei popoli. In quest’ora tormentosa dell’umanità senza pace, l’eroe di Caprera ci appare – tanto la nemesi storica l’ha ingigantito attraverso le fiamme e i bagliori di lotte cruente per il trionfo di un ideale sognato sempre dall’umanità sofferente, e non raggiunto mai – non già nelle sembianze di un uomo vissuto, ma in quello di un eroe di leggenda. Gli italiani del Carso e di Vittorio Veneto ben possono con orgoglio ricordare il condottiero delle schiere garibaldine; ben possono ricordare gli italiani con orgoglio Giuseppe Garibaldi, essi che scelsero la via del sacrificio e del dolore per un ideale che fu il suo, per una aspirazione che fu la sua più grande aspirazione: l’unità e l’indipendenza della Patria. Se, tutti i popoli del mondo non possono salutare con gli albori della pace quelli della loro libertà, non è già all’Italia di Garibaldi che essi possono muovere rampogna: sulla tomba di Caprera noi possiamo, con cuore sereno e mano ferma, deporre una corona di fiori”.

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Luca Quaresmini
Ha la passione dello scrivere che gli permette, nel rispetto dello svolgersi degli avvenimenti, di esprimere se stesso attraverso uno stile personale da cui ne emerge un corrispondente scibile interiore. Le sue costruzioni lessicali seguono percorsi che aprono orizzonti d’empito originale in sintonia con la profondità e la singolarità delle vicende narrate.

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