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Gattatico, Reggio Emilia. La pianificazione e la gestione del territorio richiedono sempre più elevate competenze conoscitive, progettuali, normative e finanziarie per poter rispondere adeguatamente ai temi della tutela, valorizzazione e trasformazione del territorio e dell’ambiente e non per ultimo la prevenzione ai disastri ambientali. In questa ottica è stato organizzato la nuova edizione della Scuola di Governo del Territorio Emilio Sereni. L’Istituto Cervi ospiterà la VII edizione dal 12 al 20 giugno, il titolo: “La cura del territorio”.Cassa Padana mette a disposizione due borse di studio per giovani professionisti di età inferiore ai 35 anni, iscritti all’Ordine degli Architetti, a copertura delle spese di iscrizione all’intero corso. Commissione scientifica della SdGT Emilio Sereni e sponsor valuteranno i CV dei candidati.

Il governo del territorio si fonda sull’integrazione delle competenze politiche, giuridiche, amministrative, scientifiche e comprende la materia urbanistica, l’edilizia, le opere pubbliche, la mobilità, la difesa del suolo, il paesaggio e, in generale, la cura prioritaria dell’interesse collettivo.

Una delle questioni centrali è la compatibilità tra gestione del territorio e sviluppo locale sostenibile, che richiede un ritrovato protagonismo delle comunità locali nell’ambito dei più ampi livelli di pianificazione, in particolare quelli regionali. Tuttavia, della nozione di gestione del territorio non è possibile dare un’interpretazione univoca, soprattutto nel quadro di riferimento internazionale. Anche dal punto di vista dei significati pratico-operativi che a essa vengono attribuiti, è possibile rintracciare una molteplicità di diverse connotazioni come quelle assunte, per esempio, dai concetti di land, spatial, environmental o territorial management o dai concetti di aménagement, gestion des territoires.Nel complesso, le significazioni variano a seconda:

▪       del contesto territoriale di riferimento e in particolare del tipo di organizzazione politico-istituzionale e amministrativa dello Stato;

▪       delle competenze giuridiche e finanziarie attribuite ai vari livelli di governo; del loro grado di autonomia e responsabilità;

▪      delle diverse tipologie di istituzioni con competenze in materia di territorio (come, per es., in Italia i parchi nazionali, le autorità di bacino, le unioni dei comuni o altri enti).

Recentemente, i processi di democratizzazione e decentralizzazione in atto in diversi paesi, la crescente complessità dei conflitti tra attori in materia di territorio e ambiente, l’applicazione di nuove politiche sociali e di sviluppo, hanno di fatto portato a un ampliamento dei temi e delle finalità riconosciuti di pertinenza della gestione del territorio.Nell’ottica della scuola del territorio la problematica dello sviluppo sostenibile in riferimento alla gestione del territorio, acquista rilievo perché essa richiama il tema della governance e in particolare delle modalità attraverso le quali coinvolgere e far partecipare gruppi più o meno organizzati della società civile e i singoli cittadini alle scelte programmatiche e ai processi di gestione territoriale. Si afferma l’idea che il radicamento in un territorio di pratiche efficaci, coerenti e sostenibili dipenda dal modo con cui sono gestite le problematiche territoriali e ambientali e da come, attraverso la partecipazione, i singoli abitanti di un territorio decidano di assumersi specifiche responsabilità in merito alla gestione del luogo in cui vivono, incidendo effettivamente sulle scelte di pianificazione.

In questi ultimi anni, inoltre, la gestione del territorio ha acquisito particolare rilievo anche in riferimento a un altro tema, quello della prevenzione dei disastri ambientali, oltre che, in caso di eventi eccezionali di origine naturale o antropica/tecnologica, della gestione delle emergenze in funzione preventiva rispetto a eventuali nuovi disastri.Una corretta valutazione del rischio ambientale è quella, invece, che si ha quando si individua il contesto politico-istituzionale, economico e sociale pertinente per un suo efficace governo. In altre parole, la prevenzione/gestione dei disastri ambientali non può essere scissa dai luoghi in cui si dispiega il vissuto quotidiano dei singoli e delle collettività  ‘a rischio’, e non può non tenere conto della qualità dei luoghi dell’abitare e di un aspetto centrale: la cura dei luoghi e la manutenzione del territorio. Poiché i luoghi dell’abitare e la loro qualità/vulnerabilità dipendono fortemente dalla gestione del territorio messa in atto, è evidente il rilievo che essa assume in riferimento alla prevenzione/gestione dei disastri ambientali.

Il programma.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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