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Soncino, Cremona. Approda al borgo fortificato la “Cena al Buio”, organizzata dall’Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti della provincia di Cremona. Alla scoperta del buio attraverso il gusto, è così che la sezione territoriale prova a far conoscere più da vicino l’oscurità.

L’appuntamento è per sabato 17 novembre alle ore 19,30 presso il Ristorante Didattico InChiostro in via F. Galantino, 66. La cena è comprensiva di tre portate, acqua e vino ed ha un costo di €27. Per info e prenotazioni, si può contattare il consigliere territoriale dell’Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti, Davide Cantoni al cel. 3331263135.  

Si mangia la buio, un evento insolito che sicuramente colpisce profondamente l’immaginazione delle persone vedenti: infatti, un atto che normalmente si svolge in piena luce e con l’ausilio principale della vista, viene intrapreso a prescindere da questo importantissimo e da tutti ormai privilegiato organo sensoriale, mentre gli altri sensi necessariamente devono essere attivati per supplirne la sua mancanza.

Il contesto conviviale di una cena al Buio può rendere più facile avvicinare il vedente al mondo non certo rassicurante della cecità, dall’altro, può anche certamente rappresentare una significativa occasione per riappropriarci di tutti i nostri sensi, stimolandoci ad ascoltare maggiormente noi stessi e gli altri. .

Parte del ricavato verrà devoluto al progetto “Ballo Anch’Io”, la scuola di danza per non vedenti, ipovedenti e normodotati, costituita dalla sezione territoriale dell’Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti, che ha riaperto i battenti lo scorso sabato e che, da quest’anno, propone anche stage di ballo al buio.

Prima della cena sarà inoltre possibile apprezzare le opere tattili dell’artista soncinese Aldo Gallina. Le occasioni per vivere l’oscurità sul nostro territorio sono ormai numerose, ma ogni volta è un’emozione sempre nuova. Lo spiega in poche parole Davide Cantoni: «Ogni cena è una sorpresa, ma sono certo che tutte queste iniziative servano a creare maggiore consapevolezza della diversità. A far capire che si può vivere una vita normale. Anche al buio».

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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