Verona – Venerdì 30 ottobre, alle ore 21, il Teatro Scientifico di Verona ospita dal vivo Meri Lao che si esibisce in “Per non essere postuma”: musica, racconti, libri e un monologo didattico-cabarettistico “Tango & Café con pan” con Enrico de Angelis, responsabile artistico del Club Tenco per la canzone d’autore, che durante l’evento dialogherà con l’artista. Al termine, chi lo desidera, può ballare la milonga.

Meri Lao, milanese di nascita, trascorre l’infanzia prima a Buenos Aires, poi a Montevideo, a 17 anni conosce Pablo Neruda e poco più che adolescente si impegna nel giornale «Italia Libera» e nella «Voce Italiana», programma radiofonico di cui cura la rubrica letteraria e musicale. Sperimentatrice, è scrittrice e musicista da sempre. Eternamente in viaggio tra Parigi, America Latina, Roma, dopo gli anni trascorsi a Cuba tra 1969 e il 1971, Meri Lao torna definitivamente a Roma, dove l’amicizia con Astor Piazzolla inaugura uno dei filoni principali della sua sfaccettata produzione artistica: quella dedicata al tango. Sul genere musicale rioplatense scrive nel 1975 Tempo di tango.

Todo-Tango-JPGA partire dagli anni 70, l’appassionata poliedricità di Meri si concentra su temi legati alle donne; nel 1976 fa scalpore il suo Musica strega per la ricerca di una dimensione femminile nella musica. E sarà proprio un suo laboratorio di vocalità femminile legata al gesto ad attirare l’attenzione di Federico Fellini, allora in cerca di femmine mostruose per La città delle donne.

L’amicizia con Fellini (che userà la sua canzone Una donna senza uomo come elemento drammaturgico scatenante una nota sequenza) ha su Meri un forte valore maieutico: la porta infatti a interpretare se stessa in una scena del film e la stimola al contempo ad avviare quella ricerca sulle Sirene di cui è oggi una delle maggiori esperte mondiali. Ecco spiegato perché, pubblicato nel 1985, Le Sirene (da Omero ai pompieri) porta la dedica «A Federico Fellini, mostro che mostra e mostrifica, Sirena egli stesso».

Nel 1995, insieme a Roman Gubern, fonda l’Accademia Scientifica del Tango e del Bolero in Italia, istituita presso l’Istituto Cervantes di Roma. Il suo testo più intimo e profondo resta Il vicino di sotto / El vecino de abajo (1999), opera autobiografica bilingue dove a cantare sono le molteplici anime di Meri Lao, donna irregolarmente vulcanica, testimone irriverente da oltre sessant’anni di panorami musicali, sociali, politici e poetici non solo europei. Nei primi anni del XXI secolo, Meri dà alle stampe Todo Tango, cronache di una lunga convivenza, summa sui generis di un mondo culturale e sociale prima che musicale.

Nel 2001 riceve il Premio Tenco per l’opera di diffusione della canzone latinoamericana, nel 2007 il Premio Musica Europa alla Carriera del Versilia Jazz Festival e, nel 2008, il premio Capri dell’Enigma Letteratura. Nel 2013 pubblica il Dizionario maniacale del Sette, sorta di raccolta enciclopedica che spiega in 777 voci il significato del numero in tutte le epoche e culture, spaziando dalla canzone alla scienza, dalla religione all’arte.