Cremona. Lo Hatha Yoga è un metodo antichissimo per entrare in contatto con il proprio corpo, inteso nel senso olistico del termine, per connettersi con la parte più essenziale e ritornare all’unità originaria. Questo processo di presa di coscienza del proprio Sé passa attraverso un lavoro di percezione e di movimento consapevole del corpo fisico, del respiro, con la presenza silenziosa della mente.

Il prossimo 21 ottobre, a Cremona, presso la sala della Biblioteca di ANFFAS, partirà il corso di Yoga adattato per persone con disabilità. L’iniziativa è promossa e realizzata da Argilla, Associazione di Promozione Sociale Cremonese che opera per il rispetto e l’inclusione delle persone con disabilità motoria, cognitiva e sociale. Insegnante del corso sarà Daniela Generali che con generosità e curiosità ha messo a disposizione la propria passione e competenze sull’antichissimo metodo dello Hatha Yoga.

Molte sono le iniziative che l’Associazione organizza grazie al lavoro dei suoi associati e sostenitori, con l’aiuto dei volontari professionisti sanitari che hanno unito le proprie competenze personali per permettere a persone con disabilità di costruirsi un presente soddisfacente, attraverso un processo evolutivo continuo e personalizzato.

Diversi gli eventi formativi ed i progetti di sensibilizzazione che l’Associazione ha organizzato con l’obiettivo di creare cultura sia tra i cittadini che tra gli operatori sanitari sulle delicate tematiche legate al sostegno e all’integrazione della persona fragile come patrimonio comune e opportunità da cogliere per la crescita di una società diversa.

“Ogni azione che l’associazione Argilla mette in campo non vuole essere un sostegno fine a se stesso, bensì un’opportunità abilitativa, un rilancio motivazionale che permetta alle persone con disabilità o fragilità di ri-abilitarsi in un contesto il più coinvolgente e inclusivo possibile– ha dichiarato Christian Pozzi, Presidente di Argilla – “e sappiamo che AbilitYoga è e sarà solo una delle tante idee che vogliamo perseguire in questo ambito. Siamo operativi da qualche anno, ma i primi risultati sono già arrivati. Siamo consapevoli che non possiamo risolvere tutto, ma possiamo provare a dare il nostro contributo per aiutare le persone con disabilità a sentirsi parte di qualcosa di importante attraverso un loro coinvolgimento attivo, decisionale, reale”