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Acqua: Brescia e Mantova sono le uniche provincie in Lombardia che propongono una  gestione mista pubblico privato, mentre tutte  le altre provincie hanno deliberato per la soluzione così detta “in house” totalmente pubblica.

E’ questo quanto è emerso dall’incontro con la stampa di mercoledì 7 ottobre al palazzo Broletto. Un incontro voluto da alcuni sindaci della Bassa: Borgo San Giacomo, Cigole, San Gervasio e Verolavecchia, allarmati per la convocazione fatta dal consiglio di amministrazione dell’ATO (Ambienti Territoriali Ottimali),  ai comuni per decidere una nuova forma di gestione del servizio idrico integrato in provincia di Brescia.

Seduti al tavolo, con i sindaci, c’erano anche i rappresentanti del comitato bresciano “ Acqua bene comune”.

sindaci

In poche parole, secondo i sindaci presenti e i rappresentanti del comitato, si cercherebbe di raggirare il risultato del referendum del 2011, in cui i cittadini italiani si erano espressi in modo chiaro sui servizi idrici, l’acqua doveva rimanere a gestione pubblica.

Con la gestione mista, ha precisato il sindaco di Cigole, Marco Scartapacchio, si avrebbe un privato con una partecipazione che potrebbe arrivare sino al 49%  e i comuni riuniti con eguali diritti con un 50,1%. Ma in questo modo il privato, che legittimamente guarda al profitto e sarebbe anche il gestore dei servizi erogati al pubblico, avrebbe di fatti il controllo del servizio mentre i singoli comuni, frazionati, non avrebbero in realtà voce in capitolo e una corretta gestione pubblica del servizio idrico.

L’unica strada, secondo i quattro sindaci, è un’azienda speciale consortile, di diritto pubblico, a se stante con gestione autonoma rispetto ai comuni, e che non deve fare utili. Inoltre permetterebbe percorsi partecipativi dei cittadini. Questa gestione sarebbe in linea con il risultato referendario perché l’acqua rimanga davvero quello che è: un diritto umano e un bene comune.acqua

C’è inoltre da precisare che esistono in provincia di Brescia comuni virtuosi che hanno gestito in modo esemplare il SII (Servizio Idrico Integrato, cioè acquedotto, fognature, depuratore) e applicano tariffe molto basse ai cittadini, mentre altri sono in netta perdita e una mala gestione dei servizi. La nuova configurazione potrebbe per appianare le perdite e far fronte agli inverstimenti, aumentare le tariffe anche di tre o quattro volte le attuali applicate dai comuni virtuosi. Al fine sarebbero di nuovo le tasche dei cittadini a pagare i profitti.

Al referendum sull’acqua a giugno 2011 più di 27 milioni di italiani hanno votato, con un 95% di “Sì”, esprimendo pienamente la volontà di riportare l’acqua tra i beni comuni. Questo risultato ha reso nuovamente possibile in Italia la gestione del servizio idrico tramite enti di diritto pubblico.

In rispetto a questo i sindaci presenti in collaborazione con il comitato Acqua bene comune hanno stilato una proposta da presentare alla conferenza dei sindaci della provincia di Brescia, divisa in due fasi: la prima fase molto simile alla proposta del consiglio di amministrazione dell’ATO, mentre nella seconda si discosta totalmente, perché la proposta  ATO prevede l’ingresso tramite gara di una società che potrebbe avere capitali privati, mentre la proposta dei sindaci prevede la creazione di un’azienda di diritto pubblico.

Il braccio di ferro è appena iniziato, ma i quattro sindaci della Bassa e loro comuni virtuosi, si pongono come capofila per tutti i comuni della provincia che vogliano aderire alla proposta, ma soprattutto vogliono tenere fede a quanto espresso dai cittadini nel referendum.

La proposta dei sindaci:

FORMA DI GESTIONE E AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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