Trenzano, Brescia. In estate la campagna ha sete perché giunge a maturazione la coltura più esigente di tutte, il mais, coltivato su quasi 300.000 ettari di superfici nella sola Lombardia: un terzo della superficie agricola regionale, che chiede tanta acqua soprattutto nei mesi più caldi, luglio e agosto.

Una mostra, realizzata da studenti e ricercatori dell’Università degli studi di Brescia, affronta il tema talmente complesso e attuale dell’utilizzo delle risorse idriche e del loro rapporto con il suolo e con il clima. La mostra sarà visitabile l’8 e il 9 giugno presso l’Auditorium “Tullio Padovani”, ingresso libero.

Promotore dell’iniziativa è la Fondazione Cogeme Onlus in collaborazione con Acque Bresciane, il Comune di Trenzano, l’Università degli studi di Brescia e Cogeme Spa, nell’ambito di un percorso ormai decennale quale Pianura sostenibile che ha celebrato il suo compleanno poche settimane fa con una pubblicazione ad hoc.

Stefano Barontini dell’Università degli studi di Brescia ha ripercorso il legame tra irrigazione tradizionale e mitigazione del cambiamento climatico riflettendo sulle caratteristiche delle oasi.

L’obiettivo della mostra è dare uno spunto di riflessione sull’importanza dell’irrigazione tradizionale come asse portante delle oasi, dell’approvvigionamento alimentare, e della lotta contro il degrado del suolo e contro il cambiamento climatico. “La carenza di acqua – infatti – non consente l’agricoltura ma una scorretta gestione dell’acqua può indurre alla salinizzazione e all’impoverimento del terreno, e avere infine sul suolo e sulla producibilità agricola ricadute negative quanto l’aridità”.

Per anticipare eventuali problemi futuri e comunque per ridurre al minimo lo spreco della risorsa acqua, un’attenzione particolare è focalizzata in modo specifico sul progressivo miglioramento dell’efficienza ed ammodernamento della rete idrica, allo scopo di ridurre il livello delle perdite/ dispersioni di acqua. Non c’è dubbio che in un orizzonte temporale di lungo periodo sarà opportuno prevedere integrazioni al piano d’Ambito per la realizzazione di infrastrutture dedicate allo stoccaggio della risorsa idrica se continuerà, anche a livello locale, il trend di crescita della temperatura media.

Ad oggi, per dare alcuni numeri, i principali interventi di Acque bresciane in Pianura si è concentrato sugli impianti acquedottistici e di depurazione: 2.280.000 euro spalmati sugli impianti di Palazzolo sull’Oglio, Chiari, Berlingo, Travagliato, Flero, Villachiara, Borgo San Giacomo e 15.670.000 euro sulla depurazione nei Comuni di Pontoglio, Quinzano, Poncarale, Trenzano, Comezzano Cizzago, Mairano e Barbariga.