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Ferrara. La cultura diventa una chiave per interpretare il presente e pensare al futuro, in questa certezza si presenta in città “Ad alta voce”, il  26 e 27 ottobre, un festival di incontri e dibattiti che anima ogni anno una città italiana differente. Un appuntamento in luoghi simbolo, talvolta insoliti, spazi urbani che per un giorno diventano posti speciali in cui incontrarsi e confrontarsi con le voci e i pensieri degli autori contemporanei. L’incantevole Ferrara si conferma capitale della cultura e delle arti che fu con Ariosto, Tasso, Rossetti o, in anni più recenti, di  Bassani.

Ad alta voce è nata per portare la lettura fuori dalle case e proporle anche nelle strade, nelle piazze, nelle mense dei poveri e persino nelle lavanderie e nelle pescherie, nei luoghi della solidarietà e del dibattito, nelle carceri e nei supermercati dove ogni giorno facciamo la spesa, ma anche nei teatri e nelle grandi arene, perché una comunità pensante è un incubatore di idee, che affronta e arricchisce la società, in continua evoluzione.

Dalla prima edizione ad oggi, Ad alta voce ha coinvolto circa 700 autori e testimoni dell’impegno civile in tante città italiane: inizialmente diventando un appuntamento fisso per i cittadini di Bologna, Venezia, Ravenna, alle quali si sono aggiunte nel tempo Cesena e Ancona, o portando parole di sostegno a L’Aquila dopo il terremoto del 2009.

A partire dal 2016, poi, la manifestazione ha iniziato a viaggiare, coinvolgendo ogni anno una città italiana diversa: partendo da Trieste, dove si è parlato di Confini, passando per Padova nel 2017 per immaginare il Futuro delle idee e delle conoscenze, e approdando quest’anno a Ferrara, per riscoprire le Origini.

Ad alta voce è cresciuta insieme al suo pubblico in questi anni: nel 2001 è nata come un evento solidale, dall’esperienza quotidiana di ausilio per la cultura, servizio di volontariato promosso da Coop Alleanza 3.0 per portare i testi dei grandi autori di ogni epoca alle persone in difficoltà.

Un evento che si è ispirato alle parole di Roberto Roversi: Là dove entra un libro, o si ascolta una voce, esce rapido un cattivo pensiero. E la nebbia della noia è soffocata o spazzata via dal vento di una buona sorpresa; e i luoghi sembrano popolarsi di gente amica. Nessuno è mai solo con un libro in mano. Adesso, anche chi lo racconta, basta chiamarlo e arriva”

O Ferrara, Quando più i duchi fra le mure tue
Dimoreranno, decadrai e i tuoi
Palazzi senza vita non saranno
Che ruine sgretolate, e la ghirlanda
Di un poeta sarà la tua corona
Unica.
(Lord Byron)

Così, dando voce al Tasso prigioniero in città, Byron profetizzava il futuro di Ferrara. Ma la storia, si sa, riserva sempre sorprese!

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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