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Mi scrive Adriana 2, femmina, mano destra, 37 anni

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Ringrazio per la fiducia. Con alcuni di coloro che mi hanno scritto si sta instaurando una bellissima comunicazione. E’ alla luce di questo filo tenace di corrispondenza, che mi posso permettere di dire ad Adriana 2 che quello che mi ha scritto, ciò che mi ha illustrato dei suoi sentimenti, del suo vivere indica un momento di transizione molto pericoloso per la stabilità del suo rapporto.

La possessività, la gelosia del partner stanno diventando pesanti…in Adriana 2 sta crescendo un senso di ribellione, una coscienza di un disagio sottile, insinuante, che le dà insoddisfazione, che non le permette più di apprezzare quello che ha.

E’, questa Lettrice, alla ricerca di appagamento.
Sta pensando di avere sprecato un po’ di tempo, ma anche tante possibilità di provare sensazioni ed emozioni. Adriana è giovane: a 37 anni si può cambiare tutto l’iter di una vita, si può sperare di arrivare là, dove fino ad ora non si era nemmeno pensato di giungere.

Ecco, allora, che mi sembra giusto appoggiare la mano sul suo braccio, costringerla a guardare veramente dentro di sé. Facciamo il cosiddetto punto della situazione. Se, come traspare dallo scritto, c’è voglia di cambiamento, iniziamo a cambiare, ma a piccole dosi. Un grande della psicologia diceva che se si vuole assaggiare un cambiamento profondo, bisogna iniziare dal “fuori”.

Può sembrare banale, ma spostare i mobili, buttare via qualcosa nell’habitat, affidarsi ad un parrucchiere nuovo, ad un’estetista di grido, saccheggiare qualche negozio di abbigliamento possono già calmare il disagio del “non sentirsi a posto”. Anche decidere di parlare chiaramente con il partner: “Ho bisogno di qualcosa. Mi aiuti tu a cercarlo?” può essere produttivo.

Se il partner non recepisce, non riesce a capire, il passo successivo sarà chiedersi: “Come posso spiegarglielo, in modo che apra gli occhi e si attivi?” Già un diventare un poco più autonomi, non dover chiedere il permesso di agire, il sentirsi un po’ più autonomi nelle scelte è un piccolo passo verso il ristabilire un equilibrio che si crede perduto.

Le frasi che Adriana 2 mi scrive “…Tutti si aspettano da me quello che sono e sono sempre stata…mi piacerebbe frequentare persone che a mio marito non “vanno”…vorrei vivere come una persona “diversa” ma non ne ho il coraggio…” indicano chiaramente che c’è stata, nella coppia, più una accettazione passiva da parte di lei, che una vera e propria collaborazione “spalla a spalla”, che una compliciità affettiva del vivere.

Credo di capire che Adriana 2, comunque, ami ancora suo marito. Ora tutto sta nel fargli comprendere che, anche frequentando persone che non gli piacciono, la moglie non offende lui, non lo rifiuta, ma – piuttosto – non gradisce essere un suo clone. Ognuno di noi ha gusti propri, ha visione soggettiva della realtà. Chiediamo a lui perché certe persone non gli “vanno”.
Le considera pericolose? Crede che gli ruberebbero la consorte? È questa la fiducia che ha nella sua donna? La considera così fragile?

Ecco, queste sono alcune delle domande che, ad una coppia che volesse ristabilire un rapporto affettivo valido, farei, se avessi davanti a me i due partners (…e farei un’analisi grafopsicologica pure a lui…giusto per conoscerlo meglio). La notizia bella è che dovrebbe essere abbastanza “facile” uscire da questo momento di disagio: siamo ancora agli inizi.

Certo che questo disagio, però, coinvolge anche tutti gli altri settori della vita. Ma le radici sono quelle che trovano terra nella relazione matrimoniale. Comunque, gentile Adriana 2, non faccia colpi di testa (a volte, coloro che sono stati pressati, hanno reazioni “a molla”, cioè spropositate); non prenda decisioni troppo radicali. Si comprende che entrambi vi volete bene (la gelosia è un’indicazione di ossessività, di insicurezza personale, ma presuppone la voglia di stare insieme), anche se la comunicazione non è ottimale.

E si può “imparare” a stabilire una nuova comunicazione, si può imparare a dire ciò che si desidera. Soprattutto, si può imparare a stabilire confini nuovi, in pieno equilibrio fattivo, senza usucapione…

Dopo l'insegnamento mi sono dedicata alla libera professione di: psicologa, perito grafico, esperto del segno presso i Tribunali, docente di psicologia della scrittura, di comunicazione fattiva e tecniche di rilassamento, consulente in Sessuologia, psicologa dello Sport. Sono iscritta al Collegio Lombardo Periti Esperti e Consulenti.