Una ventina di capitoli, in circa centotrenta pagine, focalizzano il significativo contributo esperienziale che Agape Nulli Quilleri assicura al perdurante retaggio ideale che l’azione partigiana, durante l’epilogo della Seconda Guerra mondiale, ha perseguito, promuovendo quell’insieme valoriale che, nell’invalsa memoria collettiva, è stato d’apporto alla cultura democratica nella sua prospettiva etica ed istituzionale.

(Un libro, edito dalla “Compagnia della Stampa”, in occasione degli ormai raggiunti settant’anni decorsi dalla fatidica data del 25 aprile 1945, tratta, in un’unica soluzione argomentativa, sia di questa stimata donna bresciana, nella sua personale caratterizzazione itinerante fra le stagioni di un incedere plurigenerazionale, che del ruolo da lei stessa ricoperto come staffetta partigiana, in una convinta e spontanea adesione alla causa che l’aveva ispirata. Un’attenta conversazione esplicativa intercorre con la protagonista della prosa narrante, da Eugenio Baresi, nella sua mediazione di intervistatore, esercente un funzionale intervento, mosso a catalizzatore della riuscita trattazione complessiva di questa pubblicazione biografica, secondo una storiografica iniziativa divulgativa.

L’età della canizie rinverdisce nella rammentata primavera della giovinezza, quando l’intervistata presenta il fedele e l’interessante racconto della propria coraggiosa e ragionata esperienza, sintetizzabile in quello specifico documento di benemerenza di cui il libro stesso ne reca la riproduzione, tra la sequenza delle immagini significative dei fatti circa i quali il tema proposto risulta in attinenza: “Presidenza del Consiglio dei Ministri – Commissione Riconoscimento Qualifiche Partigiani – Lombardia – n. 44556 Milano 18 febbraio 1949 – La Commissione Riconoscimento Qualifiche partigiani per la Lombardia (D.L. 21 VIII 1945, n. 518) delibera il volontario Nulli Agape figlia di Ludovico e di Spini Catina, nata a Iseo (prov. Brescia il 03/03/1926), residenza Iseo, Distretto Militare di Appartenenza Brescia, ha diritto alla qualifica di partigiano combattente. Formazione cui ha appartenuto: “X Giornate” dal 25/06/1944 al 25/04/1945”.

Centrali, al contenuto di questo libro, dal titolo “Agape Nulli Quilleri – Partigiana cattolica, convinta liberale, donna laica”, sono questi dieci mesi di fattiva azione partigiana nella formazione clandestina, vocata alla lotta anti-fascista e contro l’occupazione nazista, denominata “Fiamme Verdi” di Brescia, della quale, nella sua ereditata formulazione attuale, la stessa autorevole donna ne ricopre il vertice di presidente onorario, mentre suo marito, Fausto Samuele (Sam) Quilleri (1922 – 2001), era stato combattente alpino in Russia e comandante delle medesime file dei partigiani, divenendo, fra l’altro, in seguito, noto esponente di riferimento di quel sofferto capitolo storico della vita nazionale, per il tramite della propria risoluzione condivisa e personale, come anche, alla fine degli anni Sessanta, deputato liberale, eletto nella Circoscrizione di Brescia, con il sistema proporzionale.

Ambedue appaiono contraddistinti, nel proprio rispettivo incarico e piano d’azione, a suo tempo sviluppati nell’adesione alla Resistenza partigiana, da “una forza e da un coraggio che riempiva gli ideali di fatti concreti”, come la stessa Agape Nulli Quilleri sottolinea nel corso dell’articolata intervista costitutiva del libro in cui si racconta. Il loro diverso concorrere, alle trepidanti attese di quei tormentati giorni di tragiche contese, trova una ulteriore modalità di interessante attestazione sul crinale del tempo in corsa, attraverso questa pubblicazione, nella quale si ricompone la memoria che a quella drammatica contingenza si innesta, traducendosi in una documentata opera, stilata in una presa diretta di informazione.

Le pagine dell’elenco dei nomi, a puntuale e metodico epilogo del libro, condensano di queste interrelazioni scese in campo, quelle fitte diramazioni di storie altrui, intersecatesi con le proprie, fino a travalicarne l’esistenza e fondersi pure in concetti di massima dalla più ampia e diluita essenza, come quelli dai quali emergono le considerazioni di Agape Nulli Quilleri, circa alcune realtà connotative delle dolorose stagioni di una lotta clandestina, deflagrata in una guerra intestina, durante le quali anche le organizzazioni cattoliche hanno avuto una parte effettiva: “A Canton Mombello c’era il corridoio dei preti. Pensi che, in un rapporto riservato al Duce, Monsignor Tredici venne indicato chiaramente come colui che tiene le fila del movimento Partigiano Cattolico. Insomma tutto un vivere la missione del proprio magistero nella ricerca di una via finalmente libera nel riconoscere il grande valore dell’uomo. Ma non ci sono da dimenticare le suore, già ho citato suor Giovanna della Poliambulanza, dove operava anche madre Elsa Daffini, ma c’era suor Anicetta dell’Istituto Razzetti, suor Fedele al Civile e tante che coordinavano dai loro conventi e dalle loro attività un supporto indispensabile per il sopravvivere della Resistenza e dei suoi uomini e donne”.

L’accenno, alle note prigioni di “Canton Mombello” di Brescia, deriva dal fatto che chi, nel libro, ne ricorda questo particolare, ha vissuto, a diciotto anni, la detenzione, nella subìta prigionia in tale coercitiva sede punitiva, per la causa partigiana, fra i detenuti politici, fino alla sopraggiunta liberazione, coincidente con quella data, contraddistinta dall’omonimo appellativo che, nell’aprile del 1945, si è proporzionata a vittorioso coronamento della tanto attesa e propugnata propria affermazione sulle forze nazi-fasciste.

Un vissuto, correlato da una peculiare visione aperta alla realtà interessata, senza intermediari, dalla propria azione, che attraverso quel ruolo di “partigiana cattolica ed al tempo stesso laica e convinta liberale”, fra l’altro sottolineato dal sindaco di Iseo, Riccardo Venchiarutti nella sua introduzione al libro, si esplica, secondo le parole stesse di Agape Nulli Quilleri, nella considerazione da lei espressa che “Noi Partigiani di formazione cristiana abbiamo sempre avuto idee diverse dai partigiani comunisti. Per noi la Resistenza era, prima di tutto, rivolta morale, per loro era guerriglia da combattere con le bombe. Per noi era sbagliato coinvolgere civili innocenti, per loro era la necessità della guerra. Ciò non diminuisce la colpa di Erick Priebke. Però, forse, gli autori di via Rasella si sarebbero dovuti costituire”.

Questo militare tedesco, capitano delle “SS” in Italia, dopo il tragico eccidio delle “Fosse Ardeatine”, era stato trasferito a Brescia, dove, nella prigione di Canton Mombello, aveva continuato a distinguersi per il suo incarico specifico, fra l’altro, qui dedicato al contrasto, nel vasto circondario, delle formazioni partigiane operanti nella zona.

Con lui, a cominciare da un interrogatorio, anche Agape Nulli Quilleri, ci aveva avuto a che fare, confrontando le proprie vicissitudini di giovane partigiana con quella figura nemica che già si trovava, invece, gravata dal peso funesto di un’altra storia appena pregressa.

Le interrelazioni fra piani di una medesima e complessa dinamica storica sono, per la protagonista di questo libro, racchiuse anche nel confronto con l’evolversi di una propria personale coscienza critica, rivolta all’epoca nella quale, da fanciulla, aveva avuto una prima importante formazione, evocata da quanto, fra l’altro, scrive il sindaco di Brescia, Emilio Del Bono, nel contesto del suo contributo introduttivo al volume stesso in cui, a margine delle tematiche trattate, appare il ritratto di una “Ragazzina intelligente e curiosa aveva apprezzato la nuova libertà concessa alle donne, l’amore per lo sport, il sentimento di unità nazionale, le leggi sociali a tutela dei minori, il rispetto delle istituzioni che il duce promuoveva. Poi, però, ci pensarono le leggi razziali e la guerra a farle cambiare opinione, perché capì che quei valori positivi che lei aveva condiviso, erano, in realtà, usati in modo sbagliato, non per fare del bene, ma per limitare la libertà delle persone”.

Analoga riflessione è, fra alcune altre interessanti chiavi di lettura, riportata anche fra le pagine del “Ritratto”, quale termine con cui è denominata l’introduzione a firma di Eugenio Baresi che sviluppa la testualmente stigmatizzata “conversazione” con la stimata esponente della Resistenza bresciana, nel corso della medesima pubblicazione, dove prende pure forma di fatti e di pensieri una consapevole presa d’atto del ruolo femminile nell’esercizio delle rispettive prerogative, speculari a quelle espletate dal genere maschile, al servizio della società civile, come spiega la stessa Agape Nulli Quilleri: “Certo alcune di noi si impegnarono più o meno direttamente nella vita politica, io, per esempio, mi adoperai, può sembrare poco, nella distribuzione dei volantini del Partito Liberale con la convinzione di essere sempre dalla parte della libertà. Si ricordi che avevamo per la prima volta ottenuto il voto, l’ho già ricordato, e questo fu il primo passo verso una cultura della responsabilità che ancora aveva bisogno del nostro contributo. E’ iniziata così quella marcia che si chiama “processo di emancipazione” che ancora non si è pienamente conclusa”.

Sembra sia questa la prospettiva da “staffetta” che pare rinnovarsi, insieme ad altre propositive scommesse, nel futuro, passando dal prestarsi ad assicurare i collegamenti, per conto dei partigiani, durante la guerra, alla testimonianza ed a quanto di tutto un bagaglio di ideali interpretati ne costituisce la sostanza, propugnata nel subentrato prosieguo incalzante del tempo, sullo sfondo delle parole di Hermann Hesse (1877 – 1962) che “E’ molto di più e molto più importante ciò che gli esseri umani hanno in comune, di quello che ognuno tiene per sé e lo distingue dagli altri”, nell’eco delle quali pare strutturarsi il riscontro indicativo di quella natura che, fra l’altro, si evince dal significativo profilo che Claudio Baroni propone, sul “Giornale di Brescia” del 23 aprile 2015, presentandola come “partigiana cattolica, convinta liberale, donna laica, contro la banalità del male ha sempre cercato di porre la semplicità del bene”.