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Crema (Cremona) – Nella Sala musicale Giardino di Crema si terrà il secondo incontro della sessione primaverile della rassegna “Storici dell’arte”, organizzata dalla Libreria Cremasca. L’ospite sarà Luca Siracusano, docente presso l’Università degli Studi di Trento, che sabato 11 maggio alle ore 16.30  presenterà la monografia dedicata allo scultore rinascimentale Agostino Zoppo.

Agostino (Padova, 1511 circa – 1572) fu uno scultore in marmo, terracotta, bronzo e stucco. Poco noto ai non specialisti, l’artista è molto interessante perché permette di seguire la fase di transizione dal linguaggio figurativo ancora rinascimentale di Andrea Riccio (Trento, 1470 circa – Padova, 1532) a quello manierista introdotto prima a Venezia e poi a Padova da Jacopo Sansovino (Firenze, 2 luglio 1486 – Venezia, 27 novembre 1570), Francesco Salviati (Firenze, 1510 – Roma, 11 novembre 1563) e Giorgio Vasari (Arezzo, 30 luglio 1511 – Firenze, 27 giugno 1574).

Il libro sarà l’occasione per conoscere l’arte padovana nei decenni centrali del Cinquecento in cui furono realizzati meravigliosi complessi monumentali come la decorazione pittorica della Sala dei Giganti nel palazzo del Capitaniato e l’Odeo Cornaro a Padova e la Villa dei Vescovi a Luvigliano di Torreglia.

Grazie alla presenza di Donatello fra il 1443 e il 1453 Padova era diventata uno dei centri più importanti per la produzione scultorea in particolare per quella in bronzo. Questo primato artistico e tecnico non venne meno dopo la partenza del fiorentino, ma fu portato avanti da vari maestri fino ai primi anni del Seicento. Fra loro, nella seconda metà del Quattrocento, ebbe un ruolo di primo piano il cremasco Giovanni de Fondulis, padre del più noto Agostino.

Due sono i poli attorno a cui si sviluppa la cultura padovana: la Veneranda Arca di Sant’Antonio e l’Università. La prima con la sue commissione ininterrotta di sculture favorisce la sopravvivenza di una scuola locale di artisti dediti alla lavorazione di marmo, terracotta, bronzo e poi dello stucco. Il secondo centro propulsore della cultura padovana è l’Università frequentata da docenti e studenti di tutta Europa attorno a cui fioriscono cenacoli di intellettuali, collezionisti di opere greco-romane o moderne in stile antico come monete, medaglie, bronzetti e teste di personaggi dell’antichità in stucco o bronzo. Tra i bronzetti spiccano per originalità le cosiddette ‘montagne infernali’, piccole fusioni raffiguranti gli inferi pagani o cristiani.

Tra gli intellettuali Alessandro Maggi da Bassano, allievo di Pietro Bembo, sarà il principale patrono di Agostino Zoppo che grazie a lui otterrà l’incarico di realizzare la sua opera più prestigiosa: il Monumento di Tito Livio nel Palazzo della Ragione completato nel 1547. La storico di epoca romana, originario di Padova, era allora come oggi ritenuto la maggior gloria cittadina.

La monografia tenta l’impresa tanto difficile quanto affascinante di ricostruire un mondo dove tutto è collegato: l’amore per l’antichità greca e romana e le istanze di rinnovamento della chiesa sulla scorta della riforma protestante, le incisioni dei frontespizi dei libri e i sepolcri nelle chiese, le poesie d’occasione e le commissioni affidate a pittori e scultori, le storie patrie e i monumenti pubblici, le collezioni private e il cantiere della Basilica del Santo, i bronzetti e le ville di campagna.

Appuntamenti successivi.

  • Sabato 25 maggio, ore 16.30.
    Filippo Maria Ferro – Marina Dell’Omo, Filippo Abbiati regista del Barocco in Lombardia, Interlinea, Novara 2018.
    Interverranno: Filippo Maria Ferro e Marina Dell’Omo
  • Sabato 1° giugno, ore 16.30.
    Massimo Negri, Vincenzo e Gian Gerolamo Grandi. Scultori di pietra e di bronzo nel Cinquecento veneto, Tipografia Editrice Temi, Trento 2014.
    Interverrà: Massimo Negri

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