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Cremona. La società, la chiesa, la cultura e i libri saranno parte degli argomenti storici del ciclo di conferenze, organizzato dalla Società Storica Cremonese, sulla figura di Gherardo da Cremona, studioso e traduttore di testi del XII secolo.

Gli incontri sono pensati in preparazione alle cerimonie di consegna del Premio Gherardo da Cremona, per la promozione della traduzione nel Mediterraneo in programma per il 6 ottobre prossimo. Gli incontri si terranno presso la sala Puerari in via Ugolani Dati 4 dalle 17 alle 19 con ingresso libero.

Cremona ospiterà la cerimonia della consegna del Premio Internazionale Gherardo da Cremona per la promozione della traduzione nel Mediterraneo, istituito per rafforzare il movimento di traduzione tra i paesi della sponda nord e sud del Mediterraneo, giunto alla quarta edizione.

La traduzione è uno degli strumenti più efficaci per il dialogo interculturale e la comprensione reciproca tra i popoli: incoraggia gli scambi e la solidarietà e riduce i pregiudizi e l’ignoranza, fonti di violenza ed esclusione. Dal 2015, ogni anno, il Premio viene consegnato in una delle città che ospita le istituzioni che hanno dato vita a questo prestigioso riconoscimento.

Quest’anno, dopo Toledo, La Valletta (Malta) e Casablanca (Marocco), è il turno della città di Cremona che già si sta preparando a questo appuntamento di rilevanza internazionale organizzando alcune iniziative volte, tra l’altro, a riscoprire la figura di Gherardo da Cremona, il momento storico nel quale ha vissuto ed operato.

Gherardo da Cremona è stato uno dei più illustri traduttori della storia. Nato a Cremona nel 1114 circa, durante il suo percorso di formazione scientifica e filosofica sentì il desiderio di leggere l’Almagesto di Tolomeo. L’opera non era disponibile a Cremona e Gherardo si trasferì a Toledo, città famosa per le sue raccolte di testi arabi. Oltre all’Almagesto (la cui traduzione fu completata nel 1175), a Toledo egli si sarebbe imbattuto anche in numerose versioni arabe dei classici greci e latini e in trattati originali in arabo.

Il forte interesse per questi testi lo avrebbe spinto a restare nella città e a imparare l’arabo per poterli tradurre. Si parla di oltre 70 opere da lui tradotte, tra cui i lavori di Aristotele e i suoi commentari, di Euclide, Ippocrate, Avicenna, Al-Kindi, Al-Farabi o Al-Khwarizmi. Le fonti successive ne attestano un numero maggiore. Per quanto riguarda la sua morte, ci sono differenti versioni. Sembra che sia morto a Toledo nel 1187, all’età di 73 anni, come riferito dai suoi collaboratori. Alcuni studiosi, tuttavia, affermano che i suoi resti (e la sua biblioteca) siano stati trasferiti da Cremona a Santa Lucia o Santa Maria e bruciati. Altri, invece, credono che sia morto nella città italiana.

Il programma delle conferenze:

Giovedì 13 settembre: “Impero e società. La crescita politica ed economica della città” con Giancarlo Andenna dell’Università Cattolica di Milano

Mercoledì 19 settembre: “La chiesa” con don Andrea Foglia storico della chiesa

Giovedì 27 settembre: “La scuola, la cultura e i libri” con Emilio Giazzi dell’Università Cattolica di Brescia.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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