A tre anni Gioia si fermava per strada a leggere i cartelli stradali. A quattro faceva di conto ed era stanca dei giochi dell’asilo. A cinque è andata a scuola e durante l’estate non le bastava un quaderno delle vacanze, ma ne faceva tre o quattro, divertendosi come una matta. Nel frattempo pretendeva di passare ogni fine settimana fuori casa, con zii o nonni, non stava ferma un momento, riempiva quaderni e taccuini di scritte, pensieri e disegnini. Se mamma e papà non la ostacolavano, gli insegnanti protestavano.

Troppo vivace Gioia, troppo avanti rispetto agli altri, troppo annoiata se non stimolata continuamente. E lei si deprimeva o si innervosiva. Gioia non sapeva di essere una bambina dotata. Neppure i suoi genitori e ancor meno gli insegnanti si erano posti il problema cercando solo di soffocare l’impetuosa creatività e l’intelligenza piuttosto che incanalarle nella conoscenza. Giunta alla scuola media, la sua plusdotazione viene fraintesa con la sindrome da deficit di attenzione, ADHD. E Gioia diventa una ragazza introversa e problematica.

Secondo gli ultimi dati, in Italia sono almeno 400mila i bambini dotati di talento e intelligenza superiori alla media. Un’intelligenza che si scopre, ufficialmente, facendo un test di quoziente Intellettivo: normalmente si resta tra i 100 e i 130 mentre i bambini ad alto potenziale cognitivo hanno un QI tra 125/130 e 160. Sarebbe una benedizione e un dono, se non fosse che molti di loro finiscono per risentirne: diventano bambini difficili, scontrosi, arrabbiati e asociali, sui quali grava spesso l’ombra di diagnosi errate, dall’autismo all’ iperattività. Come Gioia.

All’Università di Pavia esiste da  anni Lab Talento, un centro specializzato per lo studio, la diagnosi, la formazione degli insegnanti e la presa in carico di bambini plusdotati. E’ da qui che hanno mosso i primi passi  Step Net, un’associazione che mette in rete alcune centinaia di famiglie che vivono la stessa situazione, e l’associazione italiana Farfalle fondata a Sanguinetto nel 2013 e operativa nel  veronese. A volerla a tutti i costi è stata una psicoterapeura di Legnago, Daniela Silvana Mecchi, che da sempre si batte perché i bambini plusdotati possano volare. Come le farfalle.

“Spesso”, spiega Mecchi, “ci troviamo davanti a bambini svogliati, con deficit dell’attenzione, dislessici o iperattivi che causano problemi di relazione nella famiglia. Potrebbero essere bambini plusdotati. La nostra associazione vuole  dare voce a questi bambini “invisibili”. Lo facciamo insieme a genitori e insegnanti seguendo un percorso specialistico (con il test sulla plusdotazione) e offrendo supporto psicologico di aiuto per liberare i loro bisogni. Cerchiamo di comprendere questi bambini attivando  anche corsi speciali per loro. Ma non dimentichiamo i genitori che hanno sempre bisogno di sostegno, che devono capire cos’è la plusdotazione e cosa si fa quando in famiglia c’è un bambino ad alto potenziale. Cerchiamo anche di informare insegnanti ed educatori su come si lavora quando in classe c’è un bambino dotato e come li si segue passo passo durante l’anno scolastico”.

Obiettivi dell’associazione sono la valorizzazione del talento, della creatività, della plusdotazione dei bambini e dei ragazzi, l’inserimento nella società, il miglioramento dei rapporti sociali e il rafforzamento dei legami familiari. “Vogliamo fare rete: tra i ragazzi e le famiglie che stanno vivendo questa esperienza col proprio figlio. Anche collaborando con le realtà educative esistenti: le scuole, le associazioni culturali, i centri di musica, le biblioteche”.

Un progetto ambizioso per il 2015 e i mesi sell’Expo. Cercherà di dare gambe all’idea con cui, nel 2012, Daniela Mecchi ha vinto alla Camera di Commercio di Verona il premio per la migliore idea innovativa.  La Casa delle idee, che avrà sede a Sanguinetto in uno stabile già individuato, sarà una  casa per bambini e ragazzi (dai 3 ai 20 anni) creativi, talentuosi e plusdotati. Una vera e propria bottega di idee per chi ha talento.

Il progetto è ancora in divenire ed è aperto al contributo e alle idee di tutti. Di chiunque abbia voglia di costruire insieme un luogo dove  incontrarsi, conoscersi e continuare a sviluppare il proprio talento e abilità.  Come ti piacerebbe fosse e cosa vorresti trovare nella tua “talent area“? Cosa ti piacerebbe fare per distendere la mente e il corpo? Ti piacerebbe avere a disposizione una piacevole area ristoro con cibi freschi? Ti piacerebbe poter usufruire di un servizio taxi per poter stare in compagnia anche quando non hai la possibilità di raggiungere il luogo? Scrivi all’associazione Farfalle. E anche insieme a te la Casa delle idee diventerà realtà.