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Ferrara. Dal 31 gennaio il Castello Estense ospiterà una selezione di capolavori di due dei più importanti artisti ferraresi tra Otto e Novecento, Giovanni Boldini e Filippo de Pisis.

Questa mostra permanente è per la città un qualcosa in più perché sarà l’occasione per riconsegnare al pubblico, ai turisti, ai cittadini e agli estimatori un patrimonio d’arte eccezionale in una mostra al castello Estense, opere appartenenti alle collezioni delle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Palazzo Massarinse che, in seguito al terremoto del maggio 2012, erano rimaste per lo più celate al pubblico.giovanni boldini

I capolavori degli artisti ferraresi saranno allestite nella fastosa cornice del monumento simbolo della città di Ferrara. Il percorso espositivo si aprirà con dipinti e opere su carta di Giovanni Boldini, una delle figure di spicco del rinnovamento della pittura italiana e internazionale, prima nella Firenze macchiaiola e poi nella Parigi degli impressionisti. Alcuni capolavori daranno risalto al suo ruolo di indiscusso protagonista della Belle Époque: icone della sua ritrattistica come il Ritratto del piccolo Subercaseaux, Fuoco d’artificio, la Passeggiata al Bois de Boulogne o La signora in rosa, ma anche interni d’atelier, nature morte e vedute.

Il genio di Filippo de Pisis sarà invece protagonista della seconda parte della mostra. La parabola creativa dell’artista sarà raccontata grazie alle opere che sono entrate a far parte della raccolta ferrarese soprattutto grazie all’attività della Fondazione Pianori e al generoso lascito di Manlio e Franca Malabotta. Dalle nature morte marine che segnano l’assimilazione della pittura metafisica e la nascita di un linguaggio più personale agli esiti della sua “stenografia pittorica” di cui sono un formidabile esempio le vedute parigine; dalle penetranti effigi maschili come il Ritratto di Allegro fino ai lirici, commoventi capolavori della maturità quali La rosa nella bottiglia e Natura morta con calamaio.de pisis


Giovanni Boldini, pittore ritrattista, nasce a Ferrara il 31 dicembre 1842 e, giovanissimo, viene iniziato al disegno dal padre Antonio (1789-1872), di matrice purista, originario di Spoleto, pittore e restauratore di dipinti sacri e di ritratti, abile copista di dipinti del Cinquecento e dei Vedutisti Veneziani. Trasferitosi prima a Firenze, poi a Londra e infine a Parigi, divenne uno dei protagonisti indiscussi della cosiddetta Belle Époque.

Filippo de Pisis (Luigi Filippo Tibertelli) nasce a Ferrara nel 1896. Talento creativo e versatile, dimostra fin da giovane un temperamento intellettuale e inclinazioni letterarie, nonostante sin da giovanissimo avesse cominciato a prendere lezioni private di pittura. Si iscrive quindi alla Facoltà di Lettere all’università di Bologna iniziando nel frattempo a inserirsi nel dibattito culturale della sua città pubblicando i Canti della Croara nel 1916, lo stesso anno in cui incontra de Chirico, Savinio e Carrà, militari a Ferrara: un sodalizio che avrà influenze decisive nella sua formazione pittorica. A Parigi de Pisis è affascinato dai dipinti degli Impressionisti e dai Fauves che assimila e poi rielabora ottenendo così delle composizioni estremamente personali, animate da una vena di malinconica poesia. Muore a Milano nel 2 aprile 1956.

1 commento

  1. Romantic Ferrara !

    “Fa nove crespe l’aura al crin disciolto,
    Che natura per se rincrespa in onde:
    Stassi l’avaro sguardo in se raccolto,
    E i tesori d’amore, e i suoi nasconde.
    Dolce color di rose in quel bel volto
    Fra l’avorio si sparge e si confonde:
    Ma nella bocca, ond’esce aura amorosa,
    Sola rosseggia, e semplice la rosa…”

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