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di Chiara Piva, dall’Argentina

Prosegue la missione, proseguono gli incontri, prosegue la ricerca dell’humus su cui, eventualmente, lavorare per far rinascere la realtá del Credito Cooperativo in Argentina. Dopo i primi incontri di carattere più istituzionale, le riunioni si sono allargate alle ONG (locali e italiane), alle associazioni con esperienza nel microcredito, alla Caritas.

Due considerazioni. La prima è che, quando parliamo dell’esperienza delle casse rurali in Ecuador, le facce dei nostri interlocutori hanno tutte la stessa espressione interrogativa. E non serve a niente spiegare che il percorso che hanno vissuto le casse rurali ecuadoriane è più o meno lo stesso di quelle italiane…comunque, agli argentini non piace essere paragonati all’Ecuador!

La seconda considerazione riguarda la sensazione che un paese come l’Argentina abbia estremamente bisogno di ricostruire un sistema di banche locali. Un sistema che potrebbe fare fornte ad una sbagliata articolazione degli attuali sistemi finanziari, incapaci di intercettare i risparmi.
Le condizioni sembrano esserci tutte:

  • tassi di interesse sui crediti molto alti;
  • un’enorme quantitá di risparmi privati non utilizzati e conservati “sotto il materasso” o all’estero;
  • sfiducia nelle banche presenti, che oltretutto non sembrano essere interessate a crediti di natura ridotta e indirizzati allo sviluppo delle imprese;
  • servizi di credito gestiti da strutture completamente inadeguate (per esempio gli 8000 usurai che prestano denaro a un tasso di interesse medio mensile dell’8%);
  • un potenziale di risorse molto alto di cui storicamente dispone l’Argentina;
  • un’economia attualmente in ripresa, con l’esportazione favorita dalla svalutazione della moneta locale;
  • un antico sistema di casse rurali, interrotto 30 anni fa non per inefficienza ma per volontá politica della dittatura che allora si instaurava (e che ormai è finita da vari anni).

Eppure c’è qualcosa cha ancora manca: per le ONG, le associazioni, le imprese, il problema sta nella regolamentazione bancaria. Aspettano che la legge cambi.

Per chi quella legge potrebbe provare a cambiarla, manca invece la volontá “dal basso”, la voglia di investire, la richiesta di crediti, la fiducia della gente in qualsiasi istituzione bancaria. E intanto gli argentini continuano a dormire male e scomodi, su materassi pieni di dollari!!

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Elisabetta Berto
Mantovana d'origine, cittadina del mondo per necessitá. Dopo gli studi a Milano intraprende un personale percorso di approfondimento della finanza per lo sviluppo che la porta prima in Kosovo, poi in Ecuador e, infine, in Argentina. Lí ritrova se stessa. Adora i tortelli di zucca, non può fare a meno del canto e dello spagnolo. Calvino il primo amore, Borges un compagno per la vita. Colore preferito: rouge d'Armani 400.

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